Previsioni sul prezzo dell'argento: la coppia XAG/USD si mantiene sopra i 61,00 dollari, sostenuta dall’attenuarsi delle aspettative di un aumento dei tassi da parte della Fed.
- L'argento è in calo poiché i dati sull'inflazione PCE di agosto, inferiori alle attese, hanno fatto scendere le probabilità di un aumento dei tassi a ottobre secondo il CME FedWatch a circa il 38%.
- L’indice PCE core di agosto è cresciuto solo dello 0,2%, trascinando l’inflazione complessiva su base annua al 3,4% contro una previsione del 3,7%.
- Ulteriori rialzi dell’argento incontrano resistenze a causa dei rendimenti elevati dei titoli del Tesoro; dell’aumento dei prezzi del petrolio; delle continue tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran.
Il prezzo dell’argento (XAG/USD) ha guadagnato terreno dopo le perdite della seduta precedente, scambiando intorno a 60,90 dollari per oncia troy durante la sessione asiatica di giovedì. Il metallo, privo di rendimenti, ha trovato supporto dall’attenuarsi delle aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve (Fed), conseguenza dei dati sull’inflazione statunitense pubblicati mercoledì, risultati inferiori alle attese.
Lo strumento CME FedWatch indica che i mercati scontano ora una probabilità di circa il 38% di un rialzo dei tassi da parte della Fed a ottobre, in calo rispetto al quasi 51% precedente alla pubblicazione dei dati sul PCE. L’attenzione si sposta ora sul rapporto sui salari non agricoli (NFP) degli Stati Uniti di venerdì, per il quale le previsioni di consenso indicano 90.000 nuovi posti di lavoro a settembre, con il tasso di disoccupazione che dovrebbe rimanere stabile al 4,1%.
Il raffreddamento delle aspettative di inflazione è stato determinato dai dati dell’indice dei prezzi PCE statunitense di agosto, che hanno registrato un aumento dello 0,3% contro una previsione dello 0,4%, mentre il PCE core è cresciuto dello 0,2%, mancando la stima di consenso dello 0,3%. Su base annua, l’inflazione PCE complessiva ha subito un rallentamento attestandosi al 3,4%, ben al di sotto del 3,7% previsto.
Tuttavia, ulteriori rialzi del metallo bianco potrebbero essere frenati da venti contrari più ampi sul mercato. I prezzi elevati del petrolio e i rendimenti dei Treasury continuano infatti a controbilanciare il supporto derivante dalla minore probabilità di un aumento dei tassi. Nel frattempo persiste l’incertezza geopolitica, poiché Stati Uniti e Iran hanno compiuto scarsi progressi nei negoziati, nonostante i segnali di ripresa dei flussi petroliferi dal Medio Oriente. I mercati rimangono cauti riguardo alla sostenibilità di questa ripresa dell’offerta in assenza di una risoluzione formale che ponga fine al conflitto, soprattutto con Washington e Teheran che rivendicano entrambe il controllo su quella via navigabile strategica.
Anche i rendimenti dei Treasury hanno raggiunto i massimi degli ultimi decenni, in un contesto di timori per un’inflazione persistente alimentata dai costi energetici, che potrebbe indurre a una politica monetaria più restrittiva. Il rendimento dei Treasury a 10 anni si attesta intorno al 5,298%; quello a 30 anni è salito di quasi 4 punti base, attestandosi al 5,633%.
Le revisioni dei dati statunitensi mantengono l’orientamento della Fed verso un ulteriore inasprimento
Secondo TD Securities, le ultime revisioni del PCE e del PIL statunitensi sono state «un quadro contrastante», che combina «adeguamenti retrospettivi di stampo restrittivo sulla crescita e adeguamenti di stampo accomodante sull’inflazione». Tuttavia, la società sottolinea che «la tendenza di fondo è l’elemento chiave», con una «crescita robusta accompagnata da crescenti rischi di inflazione» che dovrebbe «continuare a dominare le prospettive della Fed». In questo contesto, TD Securities afferma: «continuiamo ad aspettarci che la Fed aumenti i tassi a ottobre; non possiamo però escludere un approccio più graduale», sottolineando che le revisioni non hanno modificato in modo significativo la propria visione sul percorso di politica monetaria.
Domande frequenti sull’argento
Perché si investe nell’argento?
L’argento è un metallo prezioso ampiamente negoziato dagli investitori. È stato storicamente utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene meno popolare dell’oro, gli operatori possono rivolgersi all’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura durante i periodi di alta inflazione. Gli investitori possono acquistare argento fisico, sotto forma di monete o lingotti, oppure negoziarlo attraverso strumenti quali gli Exchange Traded Funds (ETF), che replicano il suo prezzo sui mercati internazionali.
Quali fattori influenzano i prezzi dell’argento?
I prezzi dell’argento possono variare a causa di un’ampia gamma di fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire il prezzo dell’argento grazie al suo status di bene rifugio, sebbene in misura minore rispetto all’oro. Essendo un asset privo di rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse sono bassi. Le sue oscillazioni dipendono anche dall’andamento del dollaro statunitense (USD), poiché il prezzo dell’argento è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a contenere il prezzo dell’argento; un dollaro più debole può invece spingere i prezzi al rialzo. Anche altri fattori, quali la domanda di investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclaggio possono influire sui prezzi.
In che modo la domanda industriale influisce sui prezzi dell’argento?
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare nei settori dell’elettronica e dell’energia solare, grazie a una delle più elevate conduttività elettriche tra i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un’impennata della domanda può far salire i prezzi; al contrario, un calo tende a farli scendere. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni dei prezzi. Negli Stati Uniti e, in particolare, in Cina, i grandi settori industriali utilizzano l’argento in vari processi. In India, la domanda dei consumatori di questo metallo prezioso per la gioielleria gioca anch’essa un ruolo chiave nella determinazione dei prezzi.
In che modo i prezzi dell’argento reagiscono alle oscillazioni dell’oro?
I prezzi dell’argento tendono a seguire l’andamento dell’oro. Quando i prezzi dell’oro salgono, l’argento di solito segue l’andamento, poiché il loro status di beni rifugio è simile. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa tra i due metalli. Alcuni investitori potrebbero considerare un rapporto elevato come un indicatore del fatto che l’argento sia sottovalutato o che l’oro sia sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro sia sottovalutato rispetto all’argento.