Franco svizzero sotto pressione; l’orientamento accomodante della BNS sostiene il cambio USD/CHF.
- La BNS mantiene i tassi invariati a zero, in contrasto con le aspettative di una politica monetaria più restrittiva altrove.
- Il calo della fiducia dei consumatori e le previsioni caute della Federal Reserve limitano i rialzi del dollaro statunitense.
- L’escalation in Medio Oriente e il potenziale coinvolgimento degli Stati Uniti aggiungono un’ampia incertezza macroeconomica.
La coppia USD/CHF ha guadagnato terreno dopo due sedute di ribasso, scambiando intorno a 0,8310 durante la sessione asiatica di lunedì. Il cambio ha trovato supporto al rialzo poiché il franco svizzero (CHF) rimane sotto pressione per le posizioni corte. Questa debolezza deriva dalle aspettative di mercato secondo cui le altre principali banche centrali continueranno a inasprire la politica monetaria; la Banca nazionale svizzera (BNS) mantiene invece una posizione contrastante.
A settembre la BNS ha mantenuto invariato il tasso di riferimento allo 0%. A rafforzare questa prospettiva accomodante, il vicepresidente Martin ha affermato che al momento non è necessario alcun aggiustamento, indicando l’inflazione bassa e stabile e i rischi di ricaduta limitati come prova del fatto che l’economia svizzera sta funzionando molto bene.
Gli analisti di UOB Group ribadiscono che la coppia USD/CHF rimane in una fase di consolidamento. Nella loro più recente analisi del 2 ottobre, con il cambio spot a 0,8310, avevano evidenziato che il dollaro USA «è probabilmente entrato in una fase di oscillazione all’interno di un intervallo compreso tra 0,8245 e 0,8365». Gli analisti aggiungono che, sebbene il dollaro statunitense abbia mostrato un andamento relativamente tranquillo negli ultimi due giorni, confermano la propria visione e mantengono le prospettive a breve termine ancorate all’interno di tale intervallo per le prossime una-tre settimane.
Tuttavia, ulteriori rialzi della coppia USD/CHF potrebbero essere limitati da un indebolimento del dollaro statunitense (USD), determinato da un calo della fiducia nell’economia interna. Questo calo è stato evidenziato dall’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan, sceso a 46,3 in ottobre — in calo rispetto al 48,1 di settembre e al di sotto delle previsioni di mercato pari a 47,6.
Secondo lo strumento CME FedWatch, la probabilità di un aumento dei tassi di almeno 25 punti base questo mese è scesa al 17,7%, in calo rispetto al 24,4% della settimana precedente. Al contrario, gli operatori di mercato scontano fortemente una probabilità dell’84,1% di un aumento dei tassi nella riunione della Fed di dicembre.
Gli operatori potrebbero mantenere un atteggiamento cauto, poiché sono riemerse le preoccupazioni sul mercato energetico a seguito degli sviluppi geopolitici in Medio Oriente. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha indicato di stare valutando la possibilità di unirsi all’Arabia Saudita nella sua campagna militare contro i militanti Houthi sostenuti dall’Iran nello Yemen, in seguito a un altro attacco mortale all’aeroporto internazionale di Riyadh.
Analisi tecnica:
Nel grafico giornaliero la coppia USD/CHF quota a 0,8310 e mantiene un orientamento rialzista positivo, poiché il prezzo spot rimane al di sopra delle medie mobili esponenziali (EMA) sia a breve sia a medio termine. L’EMA a nove giorni si colloca appena al di sotto del mercato; l’EMA a 50 giorni è posizionata più in basso e suggerisce una zona di domanda a più livelli che attutisce i ritracciamenti. L’Indice di Forza Relativa (RSI) a 14 giorni, intorno a 60, indica uno slancio positivo ma non eccessivo; ciò lascia spazio a un ulteriore rialzo finché il prezzo si mantiene al di sopra del supporto immediato fornito dall’EMA.
Sul lato ribassista, il primo supporto coincide con la media mobile esponenziale a nove giorni, posta a 0,8307; un livello di supporto più profondo si trova sulla media mobile esponenziale a 50 giorni, intorno a 0,8196, in caso di una correzione più ampia. In assenza di livelli di resistenza tecnica ravvicinati in questo set di dati, la continuazione del rialzo appare favorita finché la coppia difende queste medie mobili esponenziali, sebbene i trader possano considerare i massimi oscillanti emergenti sul grafico come prossimi riferimenti al rialzo.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Per saperne di più.)
Domande frequenti sul franco svizzero
Quali sono i fattori chiave che influenzano il franco svizzero?
Il franco svizzero (CHF) è la valuta ufficiale della Svizzera. Si colloca tra le prime dieci valute più scambiate a livello globale, con volumi che superano di gran lunga le dimensioni dell’economia elvetica. Il suo valore è determinato dal sentiment generale del mercato, dalla salute economica del Paese e dalle misure adottate dalla Banca nazionale svizzera (BNS), tra gli altri fattori. Tra il 2011 e il 2015 il franco svizzero era ancorato all’euro (EUR); l’ancoraggio è stato bruscamente rimosso, determinando un apprezzamento di oltre il 20% del franco e provocando turbolenze sui mercati. Sebbene l’ancoraggio non sia più in vigore, l’andamento del CHF tende a essere fortemente correlato a quello dell’euro a causa dell’elevata dipendenza dell’economia svizzera dalla vicina zona euro.
Perché il franco svizzero è considerato una valuta rifugio?
Il franco svizzero (CHF) è considerato un bene rifugio, cioè una valuta che gli investitori tendono ad acquistare nei periodi di tensione sui mercati. Questo status deriva dalla reputazione globale della Svizzera: economia stabile; settore esportativo robusto; ingenti riserve della banca centrale; lunga tradizione di neutralità politica nei conflitti globali. Tali fattori rendono la valuta elvetica una scelta naturale per gli investitori che cercano di evitare il rischio. I periodi di turbolenza tendono a rafforzare il valore del CHF rispetto ad altre valute considerate più rischiose per gli investimenti.
In che modo le decisioni della Banca nazionale svizzera influenzano il franco svizzero?
La Banca nazionale svizzera (BNS) si riunisce quattro volte all’anno – una volta ogni trimestre, meno spesso rispetto alle altre principali banche centrali – per decidere in merito alla politica monetaria. L’obiettivo della banca è mantenere un tasso di inflazione annuo inferiore al 2%. Quando l’inflazione supera l’obiettivo o si prevede che lo superi nel prossimo futuro, la banca cerca di contenere la crescita dei prezzi aumentando il tasso di riferimento. Tassi di interesse più elevati sono generalmente positivi per il franco svizzero (CHF), poiché determinano rendimenti più alti e rendono il Paese una destinazione più attraente per gli investitori. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il CHF.
In che modo i dati economici influenzano il valore del franco svizzero?
La pubblicazione dei dati macroeconomici in Svizzera è fondamentale per valutare lo stato dell’economia e può influire sulla quotazione del franco svizzero (CHF). L’economia svizzera è nel complesso stabile; tuttavia, qualsiasi variazione improvvisa della crescita, dell’inflazione, del conto corrente o delle riserve valutarie della banca centrale può innescare oscillazioni del CHF. In generale, una crescita economica elevata; una bassa disoccupazione; un elevato livello di fiducia sono fattori positivi per il CHF. Al contrario, se i dati economici indicano un rallentamento della dinamica economica, è probabile che il CHF si deprezzi.
In che modo la politica monetaria dell’Eurozona influisce sul franco svizzero?
Essendo un’economia piccola e aperta, la Svizzera dipende fortemente dalla salute delle economie dei paesi confinanti dell’Eurozona. L’Unione Europea nel suo complesso è il principale partner economico della Svizzera e un alleato politico fondamentale; pertanto la stabilità macroeconomica e della politica monetaria nell’Eurozona è essenziale per la Svizzera e, di conseguenza, per il franco svizzero (CHF). Data tale dipendenza, alcuni modelli suggeriscono che la correlazione tra l’andamento dell’euro (EUR) e quello del CHF sia superiore al 90%, ovvero quasi perfetta.