Previsioni sul prezzo dell’argento: la coppia XAG/USD scende a circa 62,00 dollari sulla scia delle aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Fed
- L'argento registra un calo poiché lo stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran rafforza le aspettative di ulteriori aumenti dei tassi da parte della Federal Reserve. L'aumento dei prezzi del petrolio sostiene tale scenario.
- Gli operatori attendono i prossimi dati statunitensi sull’occupazione e sull’inflazione, monitorando al contempo le potenziali escalation militari in Medio Oriente.
- Le dichiarazioni restrittive dei funzionari della Fed rafforzano il dollaro statunitense, frenando al contempo la domanda di argento, che non offre rendimenti.
Il prezzo dell’argento (XAG/USD) arretra di quasi il 3,5% dopo i modesti guadagni della seduta precedente; il contratto si è scambiato intorno a 62,00 dollari per oncia troy durante la sessione asiatica di lunedì. Il metallo, privo di rendimenti, fatica a tenere il passo poiché lo stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran mantiene elevati i prezzi del petrolio; tale scenario rafforza le attese di un ulteriore irrigidimento della politica monetaria da parte della Federal Reserve per contenere l’inflazione persistente.
Gli operatori cercano nuovi catalizzatori e monitorano con attenzione gli sviluppi geopolitici in Medio Oriente. Il sentiment di mercato rimane fortemente legato alla regione dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha respinto l’ultima proposta iraniana di riaprire lo Stretto di Hormuz, affermando che Teheran aveva esagerato. Ha tuttavia sottolineato che le discussioni riprenderanno questa settimana. Trump si è detto fiducioso sulla rapida conclusione del conflitto, lasciando comunque aperta la porta a ulteriori attacchi militari prima delle imminenti elezioni di medio termine.
Nel frattempo, la recente decisione della Federal Reserve di aumentare il proprio intervallo di riferimento per i tassi di interesse ha rafforzato il dollaro statunitense rispetto al dollaro canadese. I mercati monetari stanno ora scontando una probabilità del 65,9% di un altro aumento del tasso di riferimento nella riunione della Fed di ottobre, segnando un forte aumento rispetto al 57,6% di una settimana fa e al solo 9,4% di un mese fa.
In prospettiva, gli operatori di mercato stanno spostando la loro attenzione sugli indicatori economici chiave la cui pubblicazione è prevista per questa settimana. Particolare attenzione è rivolta ai prossimi dati sull’occupazione negli Stati Uniti e all’indicatore di inflazione preferito dalla Fed per valutare il futuro percorso della politica monetaria. Queste aspettative sono ulteriormente sostenute dalle recenti dichiarazioni restrittive dei funzionari della Fed. La presidente della Fed di Cleveland, Beth Hammack, ha messo in guardia dal lasciare che il pubblico accetti i prezzi elevati come la nuova normalità. La presidente della Fed di Filadelfia, Anna Paulson, ha osservato che potrebbe essere necessario un ulteriore, modesto inasprimento.
Il supporto al dollaro si rafforza mentre i rendimenti in aumento mettono sotto pressione gli asset sensibili ai tassi.
Gli strateghi di OCBC osservano che «i dati economici statunitensi resilienti; i prezzi elevati dell’energia; i persistenti timori di inflazione continuano a spingere al rialzo i rendimenti dei Treasury». Questo contesto «sostiene il dollaro mentre pesa sugli asset sensibili ai tassi e orientati al carry». Essi sostengono che la combinazione di segnali di crescita solidi e pressioni sui prezzi persistenti sta mantenendo i tassi statunitensi orientati al rialzo, rafforzando la forza del dollaro anche se ciò pone delle sfide per i mercati che dipendono da bassi costi di finanziamento e da una volatilità stabile.
Domande frequenti sull’argento
Perché si investe nell’argento?
L’argento è un metallo prezioso ampiamente negoziato dagli investitori. È stato storicamente utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene meno popolare dell’oro, gli operatori possono rivolgersi all’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura durante i periodi di alta inflazione. Gli investitori possono acquistare argento fisico, in monete o in lingotti, oppure negoziarlo attraverso strumenti quali gli Exchange Traded Funds (ETF), che replicano il suo prezzo sui mercati internazionali.
Quali fattori influenzano i prezzi dell’argento?
I prezzi dell’argento possono variare a causa di una vasta gamma di fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire il prezzo dell’argento grazie al suo status di bene rifugio, sebbene in misura minore rispetto all’oro. Essendo un asset privo di rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse sono bassi. Le sue oscillazioni dipendono anche dall’andamento del dollaro statunitense (USD), poiché l’asset è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a contenere le quotazioni; al contrario, un dollaro più debole può spingere i prezzi al rialzo. Anche la domanda di investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclaggio incidono sulle quotazioni.
In che modo la domanda industriale influisce sui prezzi dell’argento?
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare nei settori dell’elettronica e dell’energia solare, grazie a una delle più elevate conduttività elettriche tra i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un’impennata della domanda può far salire i prezzi; al contrario, un calo tende a farli scendere. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni dei prezzi. Negli Stati Uniti e, in particolare, in Cina i grandi settori industriali utilizzano l’argento in vari processi. In India la domanda dei consumatori di questo metallo prezioso per la gioielleria gioca un ruolo chiave nella determinazione dei prezzi.
In che modo i prezzi dell’argento reagiscono alle oscillazioni dell’oro?
I prezzi dell’argento tendono a seguire l’andamento dell’oro. Quando i prezzi dell’oro salgono, l’argento di solito segue lo stesso andamento, poiché entrambi sono considerati beni rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa tra i due metalli. Alcuni investitori potrebbero considerare un rapporto elevato come un indicatore del fatto che l’argento sia sottovalutato o che l’oro sia sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro sia sottovalutato rispetto all’argento.