Previsioni sul cambio EUR/USD: mantiene i guadagni in prossimità di 1,1200, pur rimanendo al di sotto di un’importante resistenza tecnica
- Il cambio EUR/USD si rafforza fino a sfiorare quota 1,1190 nella prima parte della sessione europea di venerdì.
- Giovedì la BCE ha deciso di mantenere invariati i tassi di riferimento.
- La coppia mantiene un orientamento negativo al di sotto della media mobile a 100 giorni (SMA), con un momentum ribassista dell’RSI.
- La prima resistenza al rialzo si trova a 1.1200; 1.1135 funge da primo livello di supporto.
La coppia EUR/USD viene scambiata in territorio positivo intorno a 1,1190 durante le prime ore di negoziazione europee di venerdì. Una pausa restrittiva da parte della Banca Centrale Europea (BCE) fornisce un certo sostegno all’euro (EUR) rispetto al dollaro statunitense (USD). Gli operatori si preparano ai dati preliminari del prodotto interno lordo (PIL) del terzo trimestre della Germania e dell’Eurozona, attesi nel corso della giornata di venerdì.
La BCE ha confermato il tasso sui depositi al 2,50%, come ampiamente previsto, dopo averlo aumentato di 25 punti base (pb) a settembre. Secondo una nota, il Consiglio direttivo ha evidenziato che l’aumento dei prezzi dell’energia comporta rischi al rialzo per le prospettive di inflazione e rischi al ribasso per la crescita; al contempo, l’inflazione di fondo e i salari sono rimasti finora sostanzialmente stabili.
Secondo i dati LSEG, dopo l’annuncio i mercati monetari scontavano una probabilità di circa il 67% di un aumento dei tassi a dicembre.
L’euro rimane stabile mentre la BCE affronta lo shock energetico e il dibattito sul rialzo di dicembre
Gli strateghi di Scotiabank osservano che le quotazioni di mercato continuano a orientarsi verso un ulteriore inasprimento, con «i mercati che prevedono un ulteriore rialzo di 25 pb a dicembre, quando molti analisti (tra cui Scotia) ritengono che i responsabili politici si fermeranno». Gli analisti avvertono che «probabilmente oggi non avremo indicazioni su tale prospettiva»; tuttavia si aspettano che la presidente Lagarde «delinei le prospettive in modo da lasciare aperta la porta a un intervento a dicembre, in un contesto di prezzi elevati dell’energia, mantenendo al contempo la flessibilità di fronte alle incertezze».
La banca sottolinea la sfida inflazionistica posta dal contesto energetico, evidenziando che «i prezzi di riferimento del gas naturale europeo sono circa il doppio rispetto alle previsioni della BCE di settembre e circa il 30% al di sopra dello scenario “avverso”, in un contesto caratterizzato da offerta limitata e scorte ridotte». Da un punto di vista tecnico, Scotiabank mantiene una visione «neutrale/ribassista: l’euro rimane tecnicamente debole; tuttavia il supporto chiave, definito dal minimo di metà ottobre a 1,1113, continua a reggere».
Lagarde segnala rischi al rialzo per l’inflazione, ma mantiene una posizione misurata sull’euro
Il punteggio FXS Speechtracker di 6,2/10 è solo marginalmente superiore alla media storica di 6,1/10, segnalando un tono sostanzialmente coerente con una leggera inclinazione verso la preoccupazione per l’inflazione. Lagarde ha sottolineato che l’economia dell’area dell’euro è in espansione nel terzo trimestre e che la crescita a breve termine dovrebbe essere sostenuta dagli investimenti nell’intelligenza artificiale, dalla spesa pubblica e da una ripresa delle esportazioni. Ha tuttavia evidenziato che i nuovi aumenti dei prezzi dell’energia, le condizioni finanziarie più restrittive e l’incertezza fiscale stanno pesando sulla fiducia e fanno pendere i rischi per la crescita verso il ribasso.
Sul fronte inflattivo, l’enfasi sull’aumento dei prezzi dell’energia oltre lo scenario di base; sulle prime pressioni lungo la catena dei prezzi; sulla crescita salariale intorno al 2,5%-2,8%; e sull’inflazione complessiva che nei prossimi trimestri sarà probabilmente ben al di sopra dell’obiettivo segnala una svolta restrittiva, rafforzata dall’affermazione secondo cui i rischi per l’inflazione sono al rialzo. Tuttavia, la decisione unanime di mantenere invariati i tassi, l’attenzione a un «approccio misurato» e l’importanza dei dati in arrivo e dell’inflazione sottostante nel prossimo periodo ricco di informazioni suggeriscono che la BCE non si stia impegnando in anticipo a un ulteriore inasprimento, il che tempera l’orientamento restrittivo e mantiene l’euro sostenuto ma con un tetto massimo in attesa di nuovi dati.
Analisi tecnica: la coppia EUR/USD mantiene un andamento negativo al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 100 giorni
Nel grafico giornaliero la coppia EUR/USD mantiene un andamento ribassista; rimane al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 100 giorni e al di sotto della linea mediana delle bande di Bollinger. La coppia si sta avvicinando al supporto della banda di Bollinger inferiore, mentre l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, intorno a 41, rimane modesto, suggerendo uno slancio di ripresa debole nonostante la recente stabilizzazione.
Al rialzo, il livello di resistenza immediato si concentra in prossimità della linea mediana delle bande di Bollinger a 1,1200; in direzione del limite superiore della banda di Bollinger a 1,1265; e del minimo del 24 giugno a 1,1325. Il prossimo ostacolo da tenere d’occhio è la media mobile semplice a 100 giorni (SMA) a 1,1432.
Sul lato ribassista, il limite inferiore della banda di Bollinger a 1,1135 offre un livello di supporto iniziale. Una chiara rottura al di sotto di questo livello aprirebbe probabilmente la strada al livello psicologico di 1,1100, seguito dal minimo del 12 maggio 2025 a 1,0951.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Per saperne di più.)
Domande frequenti sull’euro
Che cos’è l’euro?
L’euro è la valuta dei 20 paesi dell’Unione Europea che fanno parte dell’Eurozona. È la seconda valuta più scambiata al mondo dopo il dollaro statunitense. Nel 2022 ha rappresentato il 31% di tutte le transazioni in valuta estera, con un volume medio giornaliero di oltre 2.200 miliardi di dollari al giorno. La coppia EUR/USD è la più negoziata al mondo, rappresentando circa il 30% di tutte le transazioni, seguita da EUR/JPY (4%), EUR/GBP (3%) ed EUR/AUD (2%).
Che cos’è la BCE e in che modo influisce sull’euro?
La Banca centrale europea (BCE) con sede a Francoforte, in Germania, è la banca centrale dell’Eurozona. La BCE fissa i tassi di interesse e gestisce la politica monetaria. Il mandato principale della BCE è quello di mantenere la stabilità dei prezzi, il che significa controllare l’inflazione o stimolare la crescita. Il suo strumento principale è l’aumento o la riduzione dei tassi di interesse. Tassi di interesse relativamente elevati – o l’aspettativa di tassi più alti – di solito favoriscono l’euro e viceversa. Il Consiglio direttivo della BCE adotta le decisioni di politica monetaria nel corso di otto riunioni all’anno. Le decisioni sono assunte dai governatori delle Banche centrali nazionali dell’Eurozona e da sei membri permanenti, tra cui la presidente della BCE Christine Lagarde.
In che modo i dati sull’inflazione influenzano il valore dell’euro?
I dati sull’inflazione dell’Eurozona, misurati dall’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC), costituiscono un importante indicatore econometrico per l’euro. Se l’inflazione aumenta più del previsto, specialmente se supera l’obiettivo del 2% fissato dalla BCE, questa è obbligata ad aumentare i tassi di interesse per riportarla sotto controllo. Tassi di interesse relativamente elevati rispetto a quelli delle altre valute favoriscono solitamente l’euro, poiché rendono la regione più attraente come destinazione in cui gli investitori globali possono investire il proprio denaro.
In che modo i dati economici influenzano il valore dell’euro?
I dati pubblicati misurano lo stato di salute dell’economia e possono influire sull’euro. Indicatori quali il PIL, i PMI del settore manifatturiero e dei servizi, l’occupazione e le indagini sul clima di fiducia dei consumatori possono tutti influenzare l’andamento della moneta unica. Un’economia forte è positiva per l’euro. Non solo attira maggiori investimenti esteri; può anche incoraggiare la BCE ad aumentare i tassi di interesse, il che rafforzerà direttamente l’euro. Al contrario, se i dati economici sono deboli, l’euro rischia di indebolirsi. I dati economici delle quattro maggiori economie dell’area dell’euro (Germania, Francia, Italia e Spagna) rivestono particolare importanza, in quanto rappresentano il 75% dell’economia dell’Eurozona.
In che modo la bilancia commerciale influisce sull’euro?
Un altro dato significativo per l’euro è la bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra quanto un paese guadagna dalle esportazioni e quanto spende per le importazioni in un determinato periodo. Se un paese produce beni di esportazione molto richiesti, la sua valuta si apprezzerà semplicemente grazie alla domanda aggiuntiva generata dagli acquirenti stranieri che cercano di acquistare tali beni. Pertanto, una bilancia commerciale netta positiva rafforza una valuta e viceversa in caso di saldo negativo.