Oro in rialzo verso i 4.200 dollari, dollaro Usa sotto pressione
- Il cambio XAU/USD registra un rialzo per il secondo giorno consecutivo e raggiunge i massimi della seduta oltre i 4.190 dollari.
- Il dollaro statunitense rimane sulla difensiva a causa delle dichiarazioni accomodanti dei funzionari della Fed e del calo dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA.
- Il presidente della Fed Kevin Warsh ha elogiato la resilienza economica in occasione del forum del FMI, ma non ha fornito alcuna indicazione sulla politica monetaria.
Venerdì l’oro (XAU/USD) avanza per la seconda seduta consecutiva e si porta vicino a 4.180 dollari; i rialzisti puntano ora all’area dei 4.230 dollari, corrispondente al limite superiore del range di negoziazione di ottobre. I metalli preziosi hanno tratto vantaggio dal calo dei rendimenti dei Treasury USA e dai commenti accomodanti dei funzionari della Federal Reserve (Fed) registrati nel corso della settimana; tali fattori hanno eroso il supporto speculativo al dollaro.
I dati statunitensi pubblicati giovedì hanno mostrato che l’indice dei prezzi alla produzione (PPI) di settembre ha registrato un’accelerazione superiore alle attese, sulla scia di un rapporto sull’inflazione al consumo superiore alle previsioni pubblicato il giorno precedente. Sempre giovedì, i consumi al dettaglio hanno mostrato una sorprendente resilienza di fronte all’aumento dei prezzi.
I dati, tuttavia, non sono riusciti a sostenere il dollaro statunitense, poiché le aspettative del mercato riguardo a un aumento dei tassi d’interesse da parte della Fed in ottobre rimangono basse. Una serie di funzionari della Fed ha suggerito che la banca manterrà i tassi invariati nella prossima riunione, in attesa di ulteriori indicazioni sull’impatto economico dell’aumento dei tassi di settembre.
Il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, è intervenuto venerdì mattina al forum del Fondo Monetario Internazionale (FMI) a Bangkok. Warsh ha elogiato la resilienza dell’economia statunitense e ha ribadito l’impegno della banca centrale nella lotta all’inflazione, senza tuttavia fornire nuovi indizi sul percorso a breve termine della banca.
Analisi tecnica: l’attenzione si concentra sulla resistenza chiave nell’area dei 4.230 dollari

La coppia
XAU/USD viene scambiata a 4.179 $, mantenendo un orientamento rialzista nel breve termine; i rialzisti puntano al limite superiore del range orizzontale delle ultime tre settimane, nell’area dei 4.230 $. L’Indice di Forza Relativa (14) sul grafico a 4 ore oscilla in territorio positivo vicino a 57; la Media Mobile di Convergenza/Divergenza (MACD) rimane saldamente sopra lo zero, suggerendo una moderata pressione al rialzo.
L’oro potrebbe incontrare resistenza nell’area tonda dei 4.200 $, prima del livello chiave di 4.230 $ (massimo del 2 ottobre). Una rottura positiva di tale livello confermerebbe l’inversione rialzista, con obiettivo il massimo del 25 settembre a 4.315 $.
Sul lato ribassista, il supporto iniziale si trova al minimo intraday vicino a 4.150 $, prima del fondo del range a 4.070 $. Una reazione ribassista al di sotto di questo livello invaliderebbe lo scenario rialzista e aumenterebbe la pressione verso i minimi di fine luglio e inizio agosto, intorno all’area psicologica dei 4.000 $.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Per saperne di più.)
Domande frequenti sull’oro
Perché si investe nell’oro?
L’oro ha svolto un ruolo chiave nella storia dell’umanità, essendo stato ampiamente utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Attualmente, oltre che per la sua lucentezza e per l’impiego in gioielleria, questo metallo prezioso è ampiamente considerato un bene rifugio, il che significa che è visto come un buon investimento in periodi di turbolenza. L’oro è inoltre ampiamente considerato una copertura contro l’inflazione e il deprezzamento delle valute, poiché non dipende da alcun emittente o governo specifico.
Chi acquista più oro?
Le banche centrali sono i maggiori detentori di oro. Nel tentativo di sostenere le proprie valute in periodi di turbolenza, le banche centrali tendono a diversificare le proprie riserve e ad acquistare oro per rafforzare la percezione di solidità dell’economia e della valuta. Riserve aurifere elevate sono considerate un segno di solvibilità per un Paese. Secondo i dati del World Gold Council, nel 2022 le banche centrali hanno aggiunto alle proprie riserve 1.136 tonnellate d’oro, per un valore di circa 70 miliardi di dollari. Si tratta del volume di acquisti annuali più elevato mai registrato. Le banche centrali delle economie emergenti, quali Cina, India e Turchia, stanno aumentando rapidamente le proprie riserve auree.
In che modo l’oro è correlato ad altre attività?
L’oro presenta una correlazione inversa con il dollaro statunitense e con i titoli del Tesoro USA, entrambi importanti attività di riserva e beni rifugio. Quando il dollaro si deprezza, l’oro tende a salire, consentendo agli investitori e alle banche centrali di diversificare il proprio patrimonio in periodi di turbolenza. L’oro è inoltre inversamente correlato alle attività rischiose. Un rialzo del mercato azionario tende a indebolire il prezzo dell’oro, mentre le ondate di vendite nei mercati più rischiosi tendono a favorire il metallo prezioso.
Da cosa dipende il prezzo dell’oro?
Il prezzo può variare a causa di una vasta gamma di fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire rapidamente il prezzo dell’oro, grazie al suo status di bene rifugio. Essendo un bene privo di rendimento, l’oro tende a salire quando i tassi di interesse sono bassi; un costo del denaro più elevato, invece, di solito pesa sul metallo giallo. Tuttavia, la maggior parte delle oscillazioni dipende dall’andamento del dollaro statunitense (USD), poiché il prezzo del bene è espresso in dollari (XAU/USD). Un dollaro forte tende a contenere il prezzo dell’oro; un dollaro più debole può invece spingere i corsi al rialzo.