Argento in forte calo: i rendimenti elevati negli Stati Uniti e il dollaro forte mettono sotto pressione il cambio XAG/USD.
- Lunedì l'argento ha registrato un calo superiore al 4%, sotto la pressione dei rendimenti elevati dei titoli del Tesoro statunitense.
- L’impennata dei prezzi del petrolio alimenta i timori di inflazione; tali aspettative rafforzano la prospettiva di ulteriori rialzi dei tassi d’interesse.
- Il dollaro statunitense ha trovato supporto nelle prospettive di una politica monetaria restrittiva e nella persistente incertezza geopolitica.
L’argento (XAG/USD) ha registrato un forte calo lunedì, perdendo il 4,53% nella seduta e attestandosi intorno ai 61,40 dollari al momento della stesura di questo articolo. Il metallo prezioso subisce forti pressioni di vendita poiché i rendimenti elevati dei titoli del Tesoro degli Stati Uniti (USA) pesano sugli asset non redditizi; le crescenti aspettative di ulteriori aumenti dei tassi d’interesse accentuano tale pressione.
L’aumento dei prezzi del petrolio rimane al centro delle preoccupazioni degli investitori. Le persistenti interruzioni delle forniture energetiche globali stanno alimentando i rischi di un’inflazione più duratura negli Stati Uniti; ciò potrebbe costringere la Federal Reserve (Fed) a mantenere un orientamento restrittivo della politica monetaria più a lungo di quanto previsto in precedenza.
Secondo lo strumento CME FedWatch, i mercati monetari scontano ora una probabilità di circa il 68% di un altro aumento dei tassi d’interesse nella riunione della Fed di ottobre. Tali attese fanno seguito all’aumento dei tassi da parte della banca centrale statunitense a settembre e alle recenti dichiarazioni restrittive da parte di diversi funzionari della Fed.
I rendimenti dei Treasury USA beneficiano direttamente di questa rivalutazione delle prospettive di politica monetaria. Il rendimento di riferimento dei Treasury USA a 10 anni si avvicina al livello più alto degli ultimi due decenni, aumentando il costo opportunità di detenere metalli preziosi che non offrono interessi. Tale dinamica contribuisce al forte calo dell’argento registrato lunedì.
Anche le tensioni geopolitiche e le loro implicazioni per l’approvvigionamento energetico globale mantengono elevati i prezzi del petrolio. Allo stesso tempo, questo contesto fornisce sostegno al dollaro statunitense (USD) come bene rifugio, esercitando un’ulteriore pressione al ribasso sulla coppia XAG/USD.
L’attenzione si sposta ora sui prossimi dati economici statunitensi, che consentiranno agli investitori di affinare le loro aspettative sulle prospettive dei tassi di interesse. I dati sull’occupazione negli Stati Uniti, attesi per venerdì, saranno oggetto di particolare attenzione. Anche gli indicatori sull’inflazione e sull’attività economica pubblicati questa settimana potrebbero influenzare le aspettative relative alle prossime decisioni di politica monetaria della Fed.
Analisi tecnica di XAG/USD
Nel grafico a quattro ore la coppia XAG/USD viene scambiata a 61,38 $, prolungando il calo al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 100 periodi, a 64,99 $, e della SMA a 200 periodi, a 65,88 $; ciò rafforza un orientamento ribassista nel breve termine. La rottura al ribasso dei livelli precedentemente individuati porta il prezzo a quotarsi più vicino all’estremità inferiore del recente intervallo. L’Indice di Forza Relativa (14) intorno a 29 suggerisce condizioni di ipervenduto che potrebbero rallentare l’immediato ribasso; tuttavia, tali condizioni non hanno ancora messo in discussione la struttura ribassista prevalente.
Sul lato rialzista, la prima resistenza si colloca a 62,30 $; seguono 62,85 $ e 63,33 $. Un ostacolo più consistente si forma in prossimità del livello orizzontale a 65,00 $ e delle medie mobili semplici a 100 e 200 periodi, raggruppate tra circa 65,00 $ e 65,88 $; al di sopra di questi, $67,55 e $68,30 rappresentano ostacoli più elevati. Al ribasso, il supporto si trova a $60,90, prima di un livello minimo più critico a $60,00, dove sarebbe necessaria una reazione più forte per suggerire una pausa o un’inversione parziale dell’attuale fase ribassista.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Per saperne di più.)
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