Report oro settembre 2026: Fed frena, platino in tensione
Il mercato dei metalli preziosi vive una fase di transizione a settembre 2026: il recente rally di oro, argento e platino si scontra con i venti contrari di una politica monetaria statunitense più aggressiva. Se in un primo momento la forte domanda degli investitori e un sentiment rialzista sulle opzioni hanno spinto l'oro verso l'alto, la sua traiettoria è ora frenata dal rialzo dei tassi d'interesse USA.
Il platino, nonostante una recente correzione, mantiene prospettive solide nel lungo periodo, sostenute dal riemergere di squilibri strutturali dell'offerta. Al contempo, la debolezza di lungo periodo del dollaro USA continua a rappresentare un potenziale fattore di supporto per l'oro.
- La forte corsa dell'oro è messa alla prova dall'orientamento restrittivo della Federal Reserve e dal rincaro dei tassi USA.
- Il platino evidenzia un marcato deficit strutturale, che preannuncia possibili rialzi di prezzi e tassi di leasing (lease rate).
- La debolezza strutturale del dollaro offre un sostegno fondamentale alle quotazioni dell'oro, nonostante la stretta sui tassi.
Il rally dell'oro alle prese con i venti contrari della Fed restrittiva
L'oro ha raggiunto 4.431 USD/oz al 3 settembre, registrando un solido incremento del 9,3% su base mensile e un notevole progresso del 24,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Questa performance è stata alimentata da un robusto interesse degli investitori, testimoniato dall'aumento di 92,9 tonnellate delle masse gestite dagli ETF nelle prime tre settimane di agosto, per un totale di 4.160,9 tonnellate. Anche il sentiment sulle opzioni si è mantenuto orientato al rialzo, come evidenziato dal risk reversal a 25 delta a un mese sbilanciato a favore delle call.
Questo slancio si confronta tuttavia con un cambio di passo della politica monetaria USA. Dopo il discorso del presidente della Federal Reserve Warsh a Jackson Hole,i futures scontano ormai pienamente due interventi di rialzo da 25 punti base del tasso sui Fed Funds entro l'inizio del 2027. Considerando l'elevata correlazione dell'oro con i rendimenti reali dei bond statunitensi a lungo termine e con l'indice del dollaro (-0,79 da inizio anno), la prospettiva di tassi più alti e di un biglietto verde potenzialmente più forte costituisce un ostaggio rilevante, a prescindere dal recente calo mensile dello 0,9% della valuta USA.
La stretta sull'offerta di platino e la forza delle materie prime
Tra i protagonisti del mese spicca il platino, salito a 1.772 USD/oz (+8,9% m/m, +24,7% a/a). Nonostante l'andamento favorevole, il metallo non è riuscito a superare la media mobile a 200 giorni a quota 1.940 USD/oz, trovando un livello di supporto intorno a 1.700 USD/oz. Il World Platinum Investment Council (WPIC) stima il quarto anno consecutivo di deficit dell'offerta, quantificato in 297 koz, con una carenza media di 329 koz prevista fino al 2030.
Questo scenario tenderà a spingere al rialzo i tassi di leasing (lease rate), una dinamica accentuata dal fatto che la Cina detiene circa l'80% delle scorte globali di platino sopra terra, limitando l'accesso ai mercati occidentali. Anche gli altri metalli preziosi hanno chiuso il mese in territorio positivo: l'argento è balzato a 65,85 USD/oz (+13,2% m/m, +59,9% a/a) e il palladio ha raggiunto 1.352 USD/oz (+6,9% m/m, +17,8% a/a). Più in generale, la forza ha interessato l'intero comparto delle materie prime, trainato dal Bloomberg Commodity Index in crescita del 9,6% m/m, dal greggio WTI in aumento del 13,3% m/m e dal rame in progresso del 2,6% m/m.
Decisioni ed eventi chiave che definiranno i prossimi mesi
- 16 settembre: riunione del Federal Open Market Committee (FOMC), in cui i mercati prezzano una probabilità di circa il 65% per un incremento dei tassi di 25 punti base.
- Inizio 2027: il tasso sui Fed Funds è atteso intorno al 4,25%, a conferma della linea rigorosa della banca centrale contro l'inflazione.
- 17 marzo 2027: successivo appuntamento del FOMC, con una probabilità stimata del 40% che il tasso tocchi il 4,5%, segnalando il persistere di condizioni monetarie restrittive.
Sintesi per gli investitori
Gli operatori sui metalli preziosi si muovono in un contesto complesso. Da un lato, la domanda di fondo e i benefici strutturali legati alla debolezza del dollaro rimangono intatti; dall'altro, la svolta aggressiva della Federal Reserve e il rincaro del costo del denaro frenano le ambizioni rialzistiche a breve termine.
Il platino offre prospettive particolarmente interessanti in ottica di lungo periodo, sostenute dal progressivo approfondirsi del deficit di offerta e dal potenziale apprezzamento dei prezzi e dei tassi di leasing, nonostante i recenti ostacoli tecnici. Adottare un posizionamento mirato sul platino, affiancato da un monitoraggio costante delle mosse della Fed e del dollaro, rappresenterà la chiave di lettura ideale per i prossimi mesi.
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