Posizione Long vs. Posizione Short: le basi del trading spiegate bene
Le due modalità con cui i trader guadagnano
Ogni operazione sui mercati finanziari si riduce a una scelta semplice: il trader può puntare su un aumento dei prezzi oppure su una loro diminuzione.Questi due approcci vengono indicati con termini che spesso creano confusione tra chi è alle prime armi. Una posizione long (o posizione lunga) significa acquistare un asset perché ci si aspetta che il prezzo salga. Una posizione short (o posizione corta) significa invece vendere un asset perché si prevede un calo dei prezzi.
I termini long e short non indicano né la durata dell’operazione né il capitale investito. Un trader può mantenere una posizione long per pochi minuti oppure per diversi anni. Queste espressioni servono semplicemente a indicare se si guadagna da prezzi in rialzo o da prezzi in ribasso.
Posizione long: cos’è e come funziona
Quando un trader apre una posizione long, acquista un asset al prezzo attuale di mercato. L’obiettivo è semplice: rivenderlo in seguito a un prezzo più alto. La differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita rappresenta il profitto.
Consideriamo un trader che acquista EUR/USD a 1,0850 su una piattaforma di forex trading. Se il prezzo sale a 1,0950, può chiudere la posizione e ottenere un guadagno. Il principio è intuitivo: comprare a un prezzo più basso, vendere a un prezzo più alto e trattenere la differenza.
Le posizioni long sono le più comuni perché rispecchiano il modo in cui molte persone pensano agli investimenti. Si acquista un asset quando lo si ritiene interessante, si attende che il suo valore aumenti e poi si vende.
Posizione long: caratteristiche principali
- Il rischio massimo è limitato al capitale investito nell’operazione
- Il guadagno potenziale non ha un limite preciso, poiché i prezzi possono continuare a crescere
- Questo tipo di operazione è più adatto a fasi di mercato rialzista o quando il trend è chiaramente orientato al rialzo
Posizione short: cos’è e come funziona
Una posizione short, detta anche posizione corta, ribalta l’approccio tradizionale al trading. Invece di acquistare prima e vendere in un secondo momento, il trader vende prima e compra successivamente. Questo meccanismo può sembrare strano all’inizio, ma diventa più facile da comprendere una volta capito come funziona il trading CFD.
Nel trading con CFD, il trader non possiede l’asset reale, ma opera sulla differenza di prezzo tra l’apertura e la chiusura della posizione. In questo modo è possibile cercare un profitto sia quando i prezzi salgono sia quando scendono.
Ad esempio, se un trader prevede un calo del prezzo dell’oro, può aprire una posizione short a 2.000 dollari. Se il prezzo scende a 1.950 dollari, il guadagno deriva dalla differenza di 50 dollari, grazie al movimento del prezzo nella direzione prevista.
Rischi specifici delle posizioni short
Le posizioni short presentano alcuni rischi specifici da conoscere. Quando si apre una posizione long, la perdita massima è limitata al capitale investito, nel caso in cui il prezzo dell’asset scenda fino a zero.
Per questo motivo, i requisiti di margine sono particolarmente importanti nelle posizioni short. I broker richiedono ai trader di mantenere fondi sufficienti sul conto per coprire eventuali perdite potenziali e gestire correttamente il rischio.
Posizione long o short: quando sceglierle
La scelta tra posizione long e posizione short dipende dalle condizioni di mercato e dall’analisi del trader. I trader più esperti utilizzano entrambe le tipologie di posizione in momenti diversi, in base alla situazione.
Una posizione long tende a funzionare meglio quando:
- gli indicatori tecnici mostrano una spinta al rialzo,
- i dati economici supportano un aumento dei prezzi,
- il trend di mercato generale è orientato verso l’alto.
Una posizione short è invece più adatta quando:
- i mercati mostrano segnali di debolezza o ribasso,
- i prezzi degli asset appaiono sopravvalutati,
- sono attese notizie o dati negativi.
Nel trading forex, molti trader osservano le quotazioni in tempo reale per individuare opportunità in entrambe le direzioni. Le coppie di valute si muovono continuamente, creando occasioni sia per posizioni long sia per posizioni short.
Esempio pratico nel Forex Trading
Supponiamo che un trader analizzi la coppia USD/JPY utilizzando strumenti di analisi tecnica. Il grafico mostra un movimento discendente e il trader si aspetta che il prezzo continui a scendere.
Il trader apre quindi una posizione short a 149,50. Due giorni dopo, il prezzo di USD/JPY scende a 148,00. A questo punto chiude la posizione e calcola il profitto sulla base di un movimento di 150 pip. Senza la possibilità di operare al ribasso, questa opportunità di mercato sarebbe andata persa.
Lo stesso principio si applica anche ad altri mercati, come materie prime, indici e criptovalute. Le moderne piattaforme di trading consentono infatti di operare con facilità sia al rialzo sia al ribasso.
Comprendere i costi delle posizioni
Quando una posizione long o una posizione short rimane aperta oltre la giornata di trading, entrano in gioco i costi di finanziamento overnight. Questi costi riflettono il costo di mantenimento di una posizione con leva finanziaria. È importante tenere conto di queste spese nella propria strategia di trading, soprattutto nel caso di operazioni di medio o lungo periodo, dove i costi possono accumularsi nel tempo.
La direzione dell’operazione influisce in modo diverso sul calcolo dei costi di finanziamento, in base alle differenze nei tassi di interesse tra le valute oppure alle caratteristiche specifiche dell’asset negoziato.
Fare la scelta giusta
Non esiste una scelta migliore tra posizione long e posizione short: tutto dipende da come si muovono i prezzi. I trader più efficaci imparano a utilizzare entrambe, adattandosi alle diverse fasi del mercato.
Chi è alle prime armi spesso inizia con le posizioni long, perché risultano più intuitive. Con il tempo e con maggiore sicurezza, integrare le posizioni short permette di cogliere molte più opportunità. I mercati, infatti, non salgono sempre, e saper operare sia al rialzo sia al ribasso rappresenta un vantaggio importante.
La chiave è adattare la direzione della posizione alle condizioni di mercato. Si apre una posizione long quando l’analisi indica un possibile rialzo. Si apre una posizione short quando emergono segnali di ribasso. Questo schema semplice è alla base del trading in qualsiasi mercato.
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