Mercato dell’oro dicembre 2025: la domanda “bene rifugio” rilancia il rally

09.01.2026 09:04 AM
3 minutes

A dicembre 2025 il prezzo dell’oro ha messo a segno un rimbalzo solido, recuperando la fase di debolezza osservata tra fine ottobre e inizio novembre. La ripresa ha portato l’oro a +5,1% su base mensile (MoM), con una performance +59,1% su base annua (YoY).

Il principale motore della continua rivalutazione dell’oro resta un livello elevato di incertezza economica, che tende a sostenere la domanda di asset considerati bene rifugio. 

Principali driver di mercato a dicembre 2025 

Il principale catalizzatore della performance del mercato dell’oro è la persistenza di un’elevata incertezza economica e di politica economica. Tra i fattori che hanno alimentato questa domanda bene rifugio rientrano: 

  • Incertezza di policy: preoccupazioni legate alle politiche commerciali e tariffarie degli Stati Uniti, alla politica fiscale e monetaria USA e alla nomina del prossimo Presidente della Federal Reserve.
  • Tensioni geopolitiche: il protrarsi di criticità geopolitiche continua a sostenere la domanda di oro come asset bene rifugio.
  • Instabilità fiscale: ampi disavanzi primari negli Stati Uniti segnalano un aumento del rischio di instabilità fiscale e della possibile “fiscal dominance”. Il debito del governo federale USA detenuto dal pubblico è salito al 99,8% del PIL nell’esercizio fiscale FY2025.
  • Timori sull’azionario USA: cresce l’attenzione degli investitori sulla sostenibilità del rally dei mercati azionari statunitensi, mentre la narrativa positiva sull’IA generativa viene sottoposta a maggiore scrutinio. 

Storicamente, l’oro tende a offrire le migliori performance nelle fasi di allentamento monetario, di indebolimento del dollaro USA, di aumento della volatilità sui mercati e, soprattutto, quando cresce l’incertezza macroeconomica. 

Azione dei prezzi dell’oro e livelli tecnici 

Al 4 dicembre 2025, il prezzo dell’oro era pari a 4.206 USD per oncia. 

Pur avendo ripreso il rally, l’oro non ha ancora superato il massimo del 20 ottobre a 4.381 USD per oncia, area che si sta confermando come una resistenza tecnica rilevante. Finché questo livello non verrà oltrepassato in modo convincente, la prosecuzione del movimento non può essere considerata pienamente confermata; inoltre, più tempo il mercato impiega a superarlo, più la resistenza potrebbe rafforzarsi. 

L’oro scambia attualmente sopra la media mobile a 200 giorni (3.494 USD per oncia), con indicatori di momentum che suggeriscono un’impostazione moderatamente positiva. In caso di breakout oltre il massimo del 20 ottobre, è probabile che torni al centro dell’attenzione la questione della tempistica di un possibile movimento oltre la soglia psicologica dei 5.000 USD per oncia. 

Attività degli investitori e delle banche centrali 

ETF garantiti da oro 

Le consistenze degli ETF garantiti da oro hanno continuato a crescere a novembre, aumentando di 21,8 tonnellate nelle prime tre settimane del mese e portando il totale a 3.915,2 tonnellate. Da inizio anno (YTD), le detenzioni sono aumentate di 696,4 tonnellate, pari a circa il 21% dell’offerta mineraria. 

  • Domanda regionale: Nord America (394,1 t) e Asia (+180,3 t) hanno guidato gli acquisti, mentre anche l’Europa (+114,8 t) ha incrementato le detenzioni.
  • Crescita in Cina: gli ETF garantiti da oro in Cina hanno registrato una crescita molto marcata, con detenzioni più che raddoppiate fino a 237,8 tonnellate. 

Acquisti delle banche centrali 

Nel mese di ottobre, le banche centrali hanno acquistato complessivamente 53 tonnellate di oro, segnando il maggiore aumento mensile dal novembre 2024. Tra i principali acquirenti figurano: 

  • Banca Nazionale di Polonia (+16 t)
  • Banca del Brasile (+16 t)
  • Banca Centrale della Repubblica dell’Uzbekistan (+9 t) 

Performance degli altri metalli preziosi 

A dicembre il comparto dei metalli preziosi ha registrato un rimbalzo generalizzato, guidato dall’argento. L’argento è salito del +21,7% (MoM), sostenuto da una disponibilità fisica limitata, e ha portato la performance anno su anno a +88,5%. La forza dei prezzi appare coerente con deficit di offerta persistenti e con un progressivo calo delle scorte disponibili “fuori terra” (above-ground stocks). 

Anche il platino ha mostrato un andamento robusto (+6,8% MoM; +75,3% YoY). Come per l’argento, la dinamica è attribuita a deficit di offerta pluriennali e a una disponibilità limitata nei mercati del leasing, con tassi di leasing intorno al 14% annualizzato su base 1 mese. La disponibilità fisica del platino rimane contenuta e, nel breve termine, il mercato continua a guardare al livello psicologico dei 2.000 USD per oncia. 

Il palladio ha sottoperformato rispetto agli altri metalli, ma ha comunque chiuso con un +1,1% MoM, portando la crescita YoY a +50,2%. 

Resta aggiornato Per aggiornamenti sull’andamento del prezzo dell’oro e sulle tendenze di mercato, scarica il Gold Monthly Report (in inglese).

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