Indici di borsa a novembre 2025: dopo il rimbalzo arrivano i nuovi ostacoli

Report Index Market
14.11.2025 10:08 AM
3 minutes

Il panorama degli indici di borsa a novembre 2025 si presenta complesso: le azioni statunitensi hanno messo a segno un rimbalzo dopo il ridimensionamento dei timori legati allo shutdown del governo, ma continuano a confrontarsi con ostacoli macroeconomici e valutazioni elevate. In Europa, il FTSE 100 prosegue la sua corsa sostenuta, mentre il DAX 40 rimane in una fase di stallo, frenato da crescenti dubbi sulle valutazioni.

Azioni USA: un recupero post-shutdown ancora incerto 

Gli indici azionari USA, tra cui S&P 500 e Nasdaq 100, hanno inizialmente superato l’impatto dello shutdown federale di ottobre, raggiungendo nuovi massimi storici grazie a utili solidi. Tuttavia, l’avvio di novembre ha riportato l’attenzione degli investitori su un contesto macroeconomico e di politica economica meno favorevole. 

  • Rimbalzo recente e quadro tecnico: I listini hanno recuperato parte delle perdite dopo l’accordo che ha posto fine al più lungo shutdown della storia, durato 43 giorni. Da un punto di vista tecnico, per confermare la ripresa l’S&P 500 deve riportarsi sopra il massimo del 29 ottobre a quota 6.920 punti.
  • Valutazioni elevate e rischio di concentrazione: L’S&P 500 tratta attualmente a un P/E forward di 22,8 volte gli utili IBES a 12 mesi, un livello considerato elevato. A peggiorare il quadro è l’aumento della concentrazione degli indici USA: a fronte di un rialzo del 14,5% su base annua, la versione equally-weighted dell’indice avanza solo del 3,6% YoY, segnalando un significativo rischio di concentrazione.
  • Principali venti contrari macro: Il mercato resta esposto a una serie di rischi, tra cui l’elevata incertezza di politica economica, sfide fiscali legate al continuo aumento del rapporto debito/PIL e persistenti tensioni commerciali. 

La narrativa dell’AI generativa sotto esame 

La narrativa dell’AI generativa, che dal 2022 è stata uno dei principali motori del rally “a K” dei mercati azionari, viene ora messa sempre più in discussione dagli investitori. 

  • Finanziamenti e ammortamenti nel mirino: Crescono le preoccupazioni riguardo all’uso di veicoli di finanziamento off-balance sheet e al trattamento contabile dell’ammortamento delle attrezzature IT. Questi elementi potrebbero contribuire a gonfiare gli utili, rendendo meno trasparente la reale performance dei grandi hyperscaler.
  • La stima di Michael Burry: Secondo l’investitore statunitense Michael Burry, gli hyperscaler avrebbero sottostimato gli ammortamenti per circa 176 miliardi di dollari tra il 2026 e il 2028. Una contabilizzazione impropria rischia di generare svalutazioni importanti e una conseguente “violenta rivalutazione dei prezzi”.
  • Rallentamento tecnologico: Emergono inoltre dubbi sul possibile rallentamento dell’AI generativa, con un aumento degli episodi di“allucinazioni”, ovvero risposte errate presentate come informazioni valide. 

FTSE 100: la forza del listino e il ruolo delle High Street banks 

Nonostante un contesto macro complesso, il FTSE 100 mantiene una traiettoria rialzista e si avvicina alla soglia psicologica dei 10.000 punti. 

  • Performance robusta: Il FTSE 100 ha registrato un total return del 26,7% YoY, con un rialzo del 23,4% e un dividend yield del 3,3%.
  • Supporto dai settori chiave: A sostenere questa sovraperformance contribuiscono in modo decisivo le High Street banks, l’industria della difesa e le società del comparto risorse non energetiche.
  • Effetto re-rating bancario: Le High Street banks, reduci da un anno di performance particolarmente forte (ad esempio, Standard Chartered +74,7% YoY), mostrano valutazioni più distese. Secondo le stime, il re-rating del settore bancario britannico potrebbe innalzare il FTSE 100 di circa il 6,4%.
  • Valutazione dell’indice: Il P/E forward a 12 mesi del FTSE 100 è pari a 13,1x, leggermente sotto la media post-millennium (13,3x). Se il multiplo tornasse al suo picco post-GFC (16x), l’indice potrebbe raggiungere quota 11.800 punti (+19,5%), suggerendo che le valutazioni non rappresentano un ostacolo rilevante. 

DAX 40 in stallo tra aspettative troppo ottimistiche 

L’indice DAX 40 è sostanzialmente in stallo da metà maggio, muovendosi all’interno di un ampio intervallo di prezzo e mostrando segnali di debolezza in prossimità della media mobile a 200 giorni. 

  • Concentrazione e vulnerabilità: Il DAX 40 appare vulnerabile a causa della crescente concentrazione tra un numero limitato di società a grande capitalizzazione e dell’elevata correlazione negativa con il VIX dell’S&P 500.
  • Valutazioni tirate: Le aspettative di crescita degli utili sono elevate, pari all’11,7% YoY. Con questo scenario di crescita, il P/E forward dell’indice si attesta a 14,6x, ben al di sopra della media di lungo periodo a 12,3x, segnalando valutazioni tirate.
  • Scenario poco realistico: Le analisi statistiche indicano che un’espansione degli utili per azione dell’11,7% sarebbe coerente con una crescita delle esportazioni di beni del 20,5% YoY, uno scenario difficilmente raggiungibile. Con aspettative elevate e valutazioni impegnative, le prospettive di rendimento del DAX 40 restano contenute. 

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