Cosa succede alle azioni in caso di acquisizione?
Quando viene annunciata un'acquisizione societaria, chi possiede le azioni della società coinvolta deve affrontare diverse incertezze. Cosa succede alle azioni in caso di acquisizione in termini di valore e tempistiche?
Generalmente, queste situazioni sono favorevoli per gli azionisti, poiché gli acquirenti offrono un prezzo superiore a quello di mercato per concludere l'affare. Tuttavia, il processo è spesso più lungo e complesso di quanto si immagini.
Perché avvengono le acquisizioni?
Le grandi aziende acquistano realtà più piccole per ottenere asset già consolidati: tecnologie d'avanguardia, un portafoglio clienti fedele, talenti strategici o l'accesso immediato a nuovi mercati. Sviluppare queste risorse internamente richiederebbe anni, mentre l'acquisizione di una società già operativa riduce le tempistiche a pochi mesi.
Il processo inizia solitamente con un'offerta formale al consiglio di amministrazione della società target. Se il management valuta il prezzo congruo, raccomanda agli azionisti di accettare l'offerta per procedere verso il closing. Al contrario, se la dirigenza rifiuta, l'acquirente può scavalcare i vertici rivolgendosi direttamente ai soci: è in questo momento che si parla di scalata ostile (o hostile takeover).
Queste operazioni si trasformano spesso in lunghe battaglie legali e mediatiche, in cui le parti si scontrano pubblicamente per determinare il reale valore delle azioni e dell'azienda.
Premio di controllo: il valore extra per chi detiene le azioni
Le azioni non vengono cedute alla quotazione standard visibile sul conto broker; chi acquista è disposto a pagare un extra rispetto ai prezzi di mercato.
Questo scarto di valore è definito premio, e solitamente oscilla tra il 20% e il 40% rispetto alle quotazioni recenti. Ad esempio, un titolo scambiato a 50$ potrebbe ricevere un'offerta di 65$ o 70$. Quando più acquirenti competono per la stessa società, il premio può salire ulteriormente, rendendo il takeover un evento estremamente profittevole per gli azionisti della società target.
Cash deals e Stock deals: come cambia il portafoglio
Le modalità di regolamento di un takeover variano sensibilmente. Nei cosiddetti cash deals, l'acquirente liquida ogni posizione in contanti: è la soluzione più semplice, che permette di uscire dall'investimento senza subire la volatilità tipica della fase post-acquisizione.
Altri, invece, utilizzano le proprie azioni come mezzo di pagamento (concambio). Se l'offerta prevede mezza azione dell'acquirente per ogni titolo posseduto, chi ne detiene 1.000 si ritroverà con 500 azioni della nuova entità. L'investimento rimane attivo e i rendimenti futuri dipenderanno dalle performance della società combinata.
Nelle acquisizioni tramite carta contro carta (stock deals), il pagamento avviene tramite l'emissione di nuove azioni. Il valore del capitale resta investito nella nuova realtà aziendale attraverso un rapporto di concambio prefissato. Se l'offerta prevede mezza azione dell'acquirente per ogni titolo posseduto, chi ne detiene 1.000 si ritroverà con 500 azioni della nuova entità.
Esistono poi molte operazioni "miste" che offrono una combinazione di cash e nuove azioni.
I prezzi delle azioni balzano alle notizie di takeover
Le azioni della società target subiscono quasi sempre un forte rialzo (spike) non appena trapelano notizie attendibili su un accordo, poiché i trader si affrettano a catturare il premio prima che i prezzi si adeguino completamente.
Tuttavia, è raro che i titoli raggiungano immediatamente il prezzo d'offerta. Rimane un distacco (gap) dovuto al rischio che l'operazione possa ancora saltare: l'Antitrust potrebbe bloccare la transazione, i soci potrebbero votare contro, o i finanziamenti potrebbero venire meno. Questa incertezza mantiene i prezzi al di sotto della cifra offerta finché l'accordo non viene effettivamente concluso. Al contrario, le azioni della società acquirente si muovono spesso nella direzione opposta, poiché il mercato teme un eccesso di pagamento o possibili difficoltà nell'integrazione tra le due aziende.
Il closing richiede mesi
Il lasso di tempo che intercorre tra l'annuncio e il closing è spesso più lungo di quanto molti azionisti prevedano. Mentre i deal nazionali più semplici si chiudono in tre o quattro mesi, le operazioni internazionali possono richiedere oltre un anno.
Questo ritardo è dovuto principalmente ai controlli burocratici: l’Antitrust deve verificare che la fusione non danneggi la concorrenza, mentre le transazioni transfrontaliere necessitano dell’approvazione di diversi paesi. Solo verso la fine del processo si passa al voto dei soci, il cui consenso a maggioranza è quasi sempre indispensabile per procedere.
Cosa fare dopo l'annuncio di un takeover
Hai la possibilità di aderire all'offerta consegnando i tuoi titoli attraverso il tuo broker, ottenendo il corrispettivo pattuito subito dopo la chiusura ufficiale.
Se invece preferisci non attendere i tempi burocratici, puoi vendere le azioni sul mercato prima del closing. Utilizzare il proprio conto trading offre la libertà di liquidare la posizione in qualsiasi momento al valore di mercato corrente, mettendosi al riparo dal rischio che l’operazione non vada in porto.
Come terza opzione, puoi semplicemente attendere: se la soglia di adesioni viene raggiunta e l'acquisizione viene completata, i tuoi titoli saranno convertiti d'ufficio nel corrispettivo previsto dal deal, tramite procedure legali che regolano l'uscita dei soci di minoranza.
Il fallimento del deal: rischi e conseguenze
Non ogni acquisizione comunicata al mercato giunge al closing. Ostacoli dell'Antitrust, il ritiro dei finanziatori o il rifiuto dei soci possono far naufragare l'operazione.
In questi casi, il titolo della società target subisce spesso un pesante ribasso, perdendo immediatamente il premio incorporato nelle quotazioni. Proprio per gestire questa eventualità, chi pratica l'arbitraggio sulle fusioni preferisce diversificare il portafoglio su più deal, riducendo l'impatto negativo derivante dal collasso di una singola transazione.
Le Offerte Pubbliche d'Acquisto (OPA) ostili aumentano la volatilità
Quando una società target si oppone a un'offerta, la volatilità aumenta drasticamente. Per difendersi, i board utilizzano strumenti come le poison pills (pillole al veleno) per aumentare i costi dell'operazione o ricorrono a contenziosi legali per rallentare il processo. Spesso, il management cerca "cavalieri bianchi", ovvero acquirenti più amichevoli disposti a salvarli da pretendenti indesiderati.
Queste battaglie attirano gli speculatori e creano opportunità per i trader che seguono da vicino gli sviluppi. L'app mobile di OANDA ti aiuta a monitorare queste situazioni, specialmente quando le notizie trapelano fuori dagli orari di mercato e i prezzi si adeguano prima dell'apertura ufficiale delle borse.
In sintesi
Le acquisizioni sono solitamente un’ottima notizia per gli azionisti: offrono un premio sul valore di mercato e una via d’uscita chiara dall'investimento.
Conoscere il funzionamento del processo ti permette di agire con lucidità, evitando le scelte impulsive tipiche di chi viene colto alla sprovvista dall'annuncio e si ritrova a decidere sotto pressione.
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