Previsioni sul cambio EUR/USD: il cross mantiene i guadagni sopra quota 1.1450, ma rimane tecnicamente ribassista al di sotto della media mobile a 100 giorni.
- Nella prima parte della sessione europea di martedì, la coppia EUR/USD guadagna terreno avvicinandosi a quota 1,1475.
- Il tono rimane negativo al di sotto della media mobile a 100 giorni (SMA); l’RSI segnala un momentum ribassista.
- Il primo livello di supporto si colloca a 1.1445; la prima resistenza al rialzo emerge a 1.1545.
La coppia EUR/USD viene scambiata in territorio positivo intorno a 1,1475 durante la prima parte della sessione europea di martedì. L’euro (EUR) registra un leggero rialzo rispetto al dollaro statunitense (USD) sulla scia di un miglioramento della propensione al rischio, poiché gli operatori ripongono le loro speranze nei colloqui tra Stati Uniti e Iran. È previsto che i responsabili della politica monetaria della Federal Reserve (Fed) intervengano nel corso della giornata di martedì, tra cui John Williams, Philip Jefferson e Thomas Barkin.
Gli operatori di mercato attendono sviluppi sui potenziali colloqui tra Stati Uniti e Iran in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di questa settimana. Domenica Washington e Teheran si sono scambiate minacce; tuttavia il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di essere disposto a incontrare il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che dovrebbe trovarsi a New York questa settimana in occasione dell’Assemblea Generale dell’ONU.
Sul fronte europeo, l’instabilità politica in Germania potrebbe pesare sulla moneta unica nel breve termine. Domenica il partito di estrema destra Alternativa per la Germania ha ottenuto il primo posto nelle elezioni regionali nel nord-est del Paese; il partito conservatore del cancelliere Friedrich Merz ha invece subìto la peggiore sconfitta elettorale regionale nella Germania del dopoguerra, restando aggrappato al potere.
La fiducia nell’euro è messa alla prova dall’aumento dei rischi politici in Germania.
Gli analisti di MUFG sottolineano l’aumento del rischio politico in Germania dopo che la CDU del cancelliere Merz ha subito una storica battuta d’arresto nello stato nord-orientale del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove il partito «ha ottenuto solo il 4,9% dei voti… il peggior risultato del partito in qualsiasi elezione statale nella storia del dopoguerra tedesco». Gli analisti sostengono che «gli ultimi risultati incoraggeranno i critici della CDU, i quali attribuiscono la bassa popolarità personale del cancelliere Merz alla necessità di un cambiamento ai vertici del partito», aggiungendo che «allo stesso tempo, gli ultimi sviluppi politici e fiscali in Europa potrebbero contribuire a minare la fiducia nell’euro nel breve termine».
Musalem della Fed si mostra più restrittivo, sostenendo precedenti aumenti graduali dei tassi
Il punteggio FXS Speechtracker di 8/10, superiore alla media storica di 7,4/10, segnala una propensione restrittiva più marcata della norma. L’avvertimento di Musalem, secondo cui senza un ulteriore inasprimento l’inflazione rischia di rimanere sostanzialmente al di sopra dell’obiettivo del 2% nei prossimi 18 mesi, segnala una chiara preferenza per aumenti graduali e anticipati. Tale orientamento mira a prevenire un radicamento degli aumenti dei prezzi intorno al 3%, nonostante un mercato del lavoro prossimo alla piena occupazione e shock generalizzati sui prezzi delle materie prime. La definizione dell’inflazione come ancora «troppo elevata» anche al netto dei fattori di offerta, unita al fatto che gli operatori economici prevedono aumenti dei prezzi più vicini al 3%, rafforza l’orientamento verso il proseguimento di una politica restrittiva, che sostiene il dollaro sulla scia della narrativa dei tassi relativi.
L’indice FXS Fed Sentiment è salito di 0,42 punti a 149,96, mantenendo il tono complessivo della Fed saldamente in territorio restrittivo, ben al di sopra della soglia neutra di 100. Questo leggero rialzo, in linea con il dato più forte dell’FXS Speechtracker, conferma che le osservazioni di Musalem intensificano marginalmente le aspettative di tassi di politica monetaria più elevati e sostenuti, un contesto che tende a sostenere il dollaro rispetto alle valute con rendimenti inferiori.
Analisi tecnica: l’EUR/USD mantiene un andamento negativo al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 100 giorni
Nel grafico giornaliero l’EUR/USD mantiene un orientamento ribassista nel breve termine. Il cambio spot resta al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 100 giorni e della banda centrale di Bollinger. La coppia scivola lungo la metà inferiore dell’involucro di Bollinger; l’Indice di Forza Relativa (RSI) a 14 giorni, a 36, rimane appena sopra il territorio di ipervenduto, segno che la pressione di vendita è ancora dominante, pur se l’impulso al ribasso non è estremo.
Sul lato ribassista il supporto immediato è offerto dalla banda inferiore di Bollinger vicino a 1,1445; in quell’area i venditori potrebbero iniziare a realizzare qualche profitto sui movimenti intraday troppo estesi. Una rottura di questo livello potrebbe esporre al minimo del 14 luglio a 1,1378, seguito dal minimo del 28 luglio a 1,1353.
Sul lato rialzista, la prima resistenza transita sulla media mobile a 100 giorni (SMA) a 1,1545. Eventuali acquisti di follow-through al di sopra di tale livello potrebbero aprire la strada alla banda centrale di Bollinger a 1,1575, in direzione del massimo del 9 settembre a 1,1654 e, successivamente, alla banda superiore di Bollinger a 1,1700.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Per saperne di più.)
Domande frequenti sull’euro
Che cos’è l’euro?
L’euro è la valuta dei 20 paesi dell’Unione Europea che fanno parte dell’Eurozona. È la seconda valuta più scambiata al mondo dopo il dollaro statunitense. Nel 2022 ha rappresentato il 31% di tutte le transazioni in valuta estera, con un volume medio giornaliero di oltre 2.200 miliardi di dollari. La coppia EUR/USD è la più negoziata al mondo, rappresentando circa il 30% di tutte le transazioni, seguita da EUR/JPY (4%), EUR/GBP (3%) ed EUR/AUD (2%).
Che cos’è la BCE e quale impatto ha sull’euro?
La Banca centrale europea (BCE) con sede a Francoforte, in Germania, è la banca centrale dell’Eurozona. La BCE fissa i tassi di interesse e gestisce la politica monetaria. Il mandato principale della BCE è quello di mantenere la stabilità dei prezzi, il che significa controllare l’inflazione o stimolare la crescita. Il suo strumento principale è l’aumento o la riduzione dei tassi di interesse. Tassi di interesse relativamente elevati – o l’aspettativa di tassi più alti – di solito favoriscono l’euro e viceversa. Il Consiglio direttivo della BCE adotta le decisioni di politica monetaria nel corso di otto riunioni all’anno. Le decisioni sono deliberate dai governatori delle Banche centrali nazionali dell’Eurozona e da sei membri permanenti, tra cui la presidente della BCE Christine Lagarde.
In che modo i dati sull’inflazione influenzano il valore dell’euro?
I dati sull’inflazione dell’Eurozona, misurati dall’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC), costituiscono un importante indicatore econometrico per l’euro. Se l’inflazione aumenta più del previsto, specialmente se supera l’obiettivo del 2% fissato dalla BCE, questa è obbligata ad aumentare i tassi di interesse per riportarla sotto controllo. Tassi di interesse relativamente elevati rispetto a quelli delle altre valute favoriscono solitamente l’euro, poiché rendono la regione più attraente come destinazione in cui gli investitori globali possono investire il proprio denaro.
In che modo i dati economici influenzano il valore dell’euro?
La pubblicazione dei dati fornisce un’indicazione dello stato di salute dell’economia e può avere un impatto sull’euro. Indicatori quali il PIL, i PMI manifatturieri e dei servizi, l’occupazione e le indagini sulla fiducia dei consumatori possono tutti influenzare l’andamento della moneta unica. Un’economia forte è positiva per l’euro: non solo attira maggiori investimenti esteri; può anche incoraggiare la BCE ad aumentare i tassi di interesse, il che rafforzerà direttamente l’euro. Al contrario, se i dati economici sono deboli, l’euro rischia di indebolirsi. I dati economici delle quattro maggiori economie dell’area dell’euro (Germania, Francia, Italia e Spagna) sono particolarmente significativi, poiché rappresentano il 75% dell’economia dell’Eurozona.
In che modo la bilancia commerciale influisce sull’euro?
Un altro dato significativo per l’euro è la bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra quanto un paese guadagna dalle esportazioni e quanto spende per le importazioni in un determinato periodo. Se un paese produce beni di esportazione molto richiesti, la sua valuta si apprezzerà semplicemente grazie alla domanda aggiuntiva generata dagli acquirenti stranieri che cercano di acquistare tali beni. Pertanto, una bilancia commerciale netta positiva rafforza una valuta, mentre una bilancia negativa ha l’effetto opposto.