Forex oggi: a seguire, i dati sull'occupazione negli Stati Uniti e l'indice U-Mich
Il dollaro statunitense (USD) ha mantenuto il suo andamento ribassista, consolidando giovedì il marcato calo registrato mercoledì a seguito delle elezioni. Il calo marginale si è verificato in un clima generale di cautela, con gli strascichi dei risultati delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti ancora presenti, il tutto in vista della pubblicazione dei dati sull’occupazione non agricola (NFP) di ottobre.
L’indice del dollaro statunitense (DXY) ha mostrato un andamento altalenante, avvicinandosi nuovamente alla soglia dei 101,70 sulla scia del calo generalizzato dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA. I dati sull’occupazione non agricola (NFP), il tasso di disoccupazione e l’indice preliminare della fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan chiuderanno il calendario settimanale.
La coppia EUR/USD ha incontrato una discreta resistenza in prossimità della zona di 1,1200 prima di mettere a segno un modesto rimbalzo, chiudendo infine la giornata con guadagni leggermente modesti. Sono attesi i dati sulla produzione industriale in Germania insieme ai prezzi alla produzione dell’UEM.
La coppia GBP/USD ha alternato rialzi e ribassi intorno a 1,3470, faticando a prolungare la serie positiva durata diversi giorni. Oltremanica saranno pubblicati l’indice Lloyds dei prezzi delle case e il tasso ipotecario della BBA.
USD/JPY ha ampliato il ritracciamento di mercoledì, tornando brevemente in area 157,80. In Giappone sono attesi i dati sui guadagni medi in contanti, seguiti dagli investimenti settimanali in obbligazioni estere.
L’AUD/USD ha registrato un netto calo, toccando nuovi minimi di tre settimane in area 0,6940 dopo alcuni commenti scoraggianti di Hauser della RBA e in un contesto di diffusa cautela sui mercati globali. In Australia sono attesi i dati definitivi sulle licenze edilizie e sulle approvazioni di abitazioni private del 9 novembre.
Dopo un breve calo nella zona degli 86,00 dollari al barile, i futures WTI con scadenza più vicina (contratto di dicembre) hanno registrato un netto rimbalzo, riconquistando la soglia dei 90,00 dollari e oltre, in un contesto di persistente incertezza riguardo alla questione USA-Iran-Stretto di Hormuz.
L’oro ha consolidato il rialzo del giorno precedente, superando la soglia dei 4.100 dollari per oncia troy. Il movimento si è svolto in un contesto caratterizzato dall’andamento inconcludente del dollaro statunitense; dal calo dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA su tutta la curva; dall’ulteriore valutazione da parte degli investitori della vittoria dei Democratici alle elezioni di medio termine.