Previsioni sul prezzo USD/JPY: la media mobile esponenziale (EMA) a 20 giorni funge da supporto in prossimità di 157,55
- Il cambio USD/JPY torna a quota 158,23 circa, mentre lo yen giapponese subisce pressioni.
- La ministra giapponese Takaichi ha promesso di limitare le nuove emissioni di debito a circa 40.000 miliardi di yen.
- I rendimenti dei titoli del Tesoro USA a 10 anni continuano a rafforzare il dollaro statunitense.
Lo yen giapponese (JPY) ha ceduto i guadagni iniziali e mostra un andamento leggermente negativo rispetto al dollaro statunitense (USD) nella prima parte della sessione europea di giovedì. Al momento della stesura, la coppia USD/JPY segna un rialzo dello 0,13%, a quota 158,23.
Quotazione odierna dello yen giapponese
La tabella sottostante riporta la variazione percentuale dello yen giapponese (JPY) rispetto alle principali valute odierne. Lo yen giapponese risulta il più debole rispetto al franco svizzero.
| USD | EUR | GBP | JPY | CAD | AUD | NZD | CHF | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| USD | 0,02% | 0,10% | 0,08% | 0,09% | 0,31% | 0,06% | -0,02% | |
| EUR | -0,02% | 0,08% | 0,09% | 0,06% | 0,22% | 0,05% | -0,03% | |
| GBP | -0,10% | -0,08% | 0,00% | 0,02% | 0,14% | -0,03% | -0,09% | |
| JPY | -0,08% | -0,09% | 0,00% | -0,01% | 0,15% | -0,07% | -0,09% | |
| CAD | -0,09% | -0,06% | -0,02% | 0,01% | 0,16% | -0,03% | -0,07% | |
| AUD | -0,31% | -0,22% | -0,14% | -0,15% | -0,16% | -0,16% | -0,21% | |
| NZD | -0,06% | -0,05% | 0,03% | 0,07% | 0,03% | 0,16% | -0,02% | |
| CHF | 0,02% | 0,03% | 0,09% | 0,09% | 0,07% | 0,21% | 0,02% |
La mappa termica mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta di base viene selezionata dalla colonna di sinistra; la valuta di quotazione viene selezionata dalla riga in alto. Ad esempio, se si seleziona lo yen giapponese dalla colonna di sinistra e ci si sposta lungo la linea orizzontale fino al dollaro statunitense, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà JPY (base)/USD (quotazione).
La valuta dell’Asia-Pacifico registra un calo nonostante i dati sul conto corrente del Giappone relativi ad agosto siano risultati migliori del previsto. I dati sul conto corrente mostrano che il surplus è salito a 4.062 miliardi di yen in agosto, superando le stime di 3.194 miliardi di yen e il dato precedente di 2.988 miliardi.
Nel frattempo il primo ministro giapponese Sanae Takaichi ha smorzato le attese di una politica reflazionistica, cioè la combinazione di misure fiscali e monetarie volte a stimolare la crescita economica. Uno scenario che potrebbe indurre la Banca del Giappone (BoJ) a mantenere la rotta di inasprimento monetario. Takaichi ha inoltre promesso di limitare le nuove emissioni di debito a circa 40 trilioni di yen (253 miliardi di dollari), secondo quanto riportato da Reuters.
Sul fronte del dollaro statunitense, la valuta rimane solida grazie all’impennata dei rendimenti obbligazionari. Al momento della stesura di questo articolo, l’indice del dollaro statunitense (DXY), che misura il valore del biglietto verde rispetto a sei principali valute, registrava un leggero rialzo, attestandosi vicino a 102,28. Il DXY si mantiene vicino al nuovo massimo annuale di 102,54 registrato lunedì. I rendimenti dei Treasury USA a 10 anni avanzano dello 0,6%, a circa il 5,32%.
La pressione di vendita sui titoli di Stato statunitensi rimane intatta, poiché i funzionari della Federal Reserve (Fed) continuano a mettere in guardia dai rischi di un aumento dell’inflazione sulla scia dello shock energetico e della forte domanda trainata dall’intelligenza artificiale (IA).
Analisi tecnica USD/JPY

Sul grafico giornaliero la coppia USD/JPY quota a 158,19. La coppia si mantiene al di sopra della media mobile esponenziale (EMA) a 20 giorni, posta a 157,54; tale indicatore suggerisce un andamento positivo nel breve termine e rafforza un orientamento rialzista man mano che il prezzo si allontana dai recenti minimi correttivi. L’indice di forza relativa (RSI) a 55,15 rimane in territorio positivo senza raggiungere livelli di ipercomprato; ciò indica la presenza di una pressione al rialzo non ancora eccessiva.
Sul lato ribassista il supporto immediato coincide con la media mobile esponenziale a 20 giorni (EMA) a 157,54; l’area attuale a 158,19 funge da pivot vicino, dove gli acquirenti hanno recentemente difeso il rialzo. Finché la coppia USD/JPY rimane al di sopra di 157,54 sulla base delle chiusure giornaliere, il quadro tecnico favorisce ulteriori rialzi. Un movimento decisivo al di sotto di questa media mobile esponerebbe il mercato a un pullback più profondo all’interno del più ampio trend rialzista. Al rialzo, il massimo del 24 settembre a 159,04 rappresenta l’ostacolo chiave per la coppia.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Per saperne di più.)
Domande frequenti sullo yen giapponese
Quali sono i fattori chiave che influenzano lo yen giapponese?
Lo yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in linea di massima dall’andamento dell’economia giapponese, ma più specificatamente dalla politica della Banca del Giappone, dal differenziale tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi o dal sentiment di rischio tra gli operatori, tra gli altri fattori.
In che modo le decisioni della Banca del Giappone influenzano lo yen giapponese?
Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario; pertanto le sue mosse sono fondamentali per lo yen. La BoJ è intervenuta direttamente sui mercati valutari in alcune occasioni, generalmente per deprezzare lo yen, sebbene si astenga dal farlo spesso a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-accomodante della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha causato il deprezzamento dello yen rispetto alle principali valute, a causa della crescente divergenza di politica monetaria tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale smantellamento di questa politica ultra-accomodante ha fornito un certo sostegno allo yen.
In che modo il differenziale tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi influisce sullo yen giapponese?
Nell’ultimo decennio la scelta della BoJ di mantenere una politica monetaria ultra-accomodante ha ampliato la divergenza di politica monetaria rispetto alle altre banche centrali, in particolare rispetto alla Federal Reserve statunitense. Ne è derivato un ampliamento del differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato decennali statunitensi e giapponesi, a vantaggio del dollaro rispetto allo yen. La decisione della BoJ del 2024 di abbandonare gradualmente la politica ultra-accomodante, unita ai tagli dei tassi di interesse da parte di altre principali banche centrali, sta riducendo tale differenziale.
In che modo il clima di rischio più diffuso influisce sullo yen giapponese?
Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento rifugio. In periodi di tensione sui mercati, gli investitori tendono a orientarsi verso la valuta giapponese in ragione della sua presunta affidabilità e stabilità. I periodi di turbolenza tendono a rafforzare il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose per gli investimenti.