Previsioni sul prezzo dell’oro: la coppia XAU/USD fatica a superare la soglia dei 4.300 dollari, con i ribassisti ancora al comando
- Giovedì l'XAU/USD ha trovato supporto a 4.245 dollari, ma rimane al di sotto dei 4.300 dollari, diretto verso un calo settimanale di quasi il 2%.
- Le aspettative di un inasprimento della politica monetaria da parte della Fed e i rendimenti dei titoli del Tesoro USA ai massimi pluriennali stanno per ora limitando i rialzi dell’oro.
- Il rischio rimane orientato al ribasso, con l’area di supporto a 4.230 $ al centro dell’attenzione dei ribassisti.
Venerdì l’oro (XAU/USD) ha ridotto parte delle perdite, scambiando appena al di sotto del livello di 4.300 dollari dopo aver trovato supporto nell’area dei 4.230 dollari giovedì. Il trend ribassista di fondo rimane intatto. Le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve (Fed) e i rendimenti dei titoli del Tesoro USA a lungo termine superiori al 5% potrebbero continuare a pesare sui metalli preziosi.
I rappresentanti della Fed hanno rafforzato questa settimana la visione restrittiva. Gli esempi più recenti sono quelli della presidente della Fed di Filadelfia, Anna Paulson, la quale ha affermato che la banca dovrà applicare aumenti “modesti” dei tassi per riportare l’inflazione all’obiettivo, e del presidente della Fed di New York, John Williams, il quale giovedì ha dichiarato che “è ragionevole prevedere un altro aumento dei tassi negli Stati Uniti quest’anno”.
Inoltre, i rendimenti dei Treasury statunitensi restano su livelli elevati: i titoli a 10 e 30 anni offrono rendimenti superiori al 5%, toccando i massimi degli ultimi 19 e 22 anni.
Guardando al futuro, gli strateghi di OCBC sottolineano che «il petrolio e la reazione dei tassi rimangono i principali fattori di oscillazione» per l’oro nel breve termine. Essi suggeriscono che «un certo allentamento dei prezzi dell’energia o del dollaro statunitense potrebbe aiutare l’oro a stabilizzarsi», mentre «un ulteriore aumento dei rendimenti manterrebbe sotto pressione la tendenza a breve termine», rafforzando l’opinione secondo cui la traiettoria del metallo sarà strettamente legata all’andamento dei mercati delle materie prime e dei rendimenti obbligazionari.
Analisi tecnica: il rischio rimane orientato al ribasso, con l’area dei 4.230 dollari a rischio
La coppia XAU/USD viene scambiata a 4.290 $; gli indicatori di momentum sul grafico a 4 ore rimangono neutri o ribassisti, segnale della fragilità dell’attuale tentativo di ripresa. L’Indice di Forza Relativa (14) oscilla appena al di sotto della linea mediana a 50; l’indicatore MACD (Moving Average Convergence Divergence) si avvicina alla linea dello zero.
Finora i rialzisti rimangono limitati al di sotto dei 4.300 $; la resistenza iniziale si colloca presso la barriera orizzontale nell’area dei 4.400 $, che questa settimana ha frenato più volte gli acquisti. Una conferma al di sopra di tali livelli alleggerirebbe la pressione negativa e sposterebbe l’attenzione verso i massimi di inizio settembre, appena sopra i 4.500 $.
Sul lato ribassista, l’area dei 4.230 dollari (minimi del 6 agosto e del 16 settembre) rappresenta un supporto chiave. Se tale livello dovesse cedere, le precedenti resistenze nell’area compresa tra i 4.100 e i 4.150 dollari potrebbero diventare l’obiettivo prima dei minimi di fine luglio e inizio agosto, appena sopra il livello psicologico dei 4.000 dollari.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Per saperne di più.)
Andamento del dollaro USA questa settimana
La tabella sottostante riporta la variazione percentuale del dollaro statunitense (USD) rispetto alle principali valute quotate nel corso della settimana. Il dollaro statunitense ha mostrato la performance più forte nei confronti del dollaro australiano.
| USD | EUR | GBP | JPY | CAD | AUD | NZD | CHF | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| USD | 0,84% | 1,17% | 0,76% | 1,12% | 1,24% | 1,01% | 0,89% | |
| EUR | -0,84% | 0,35% | -0,04% | 0,32% | 0,38% | 0,18% | 0,06% | |
| GBP | -1,17% | -0,35% | -0,50% | -0,06% | 0,05% | -0,17% | -0,29% | |
| JPY | -0,76% | 0,04% | 0,50% | 0,40% | 0,46% | 0,26% | 0,14% | |
| CAD | -1,12% | -0,32% | 0,06% | -0,40% | 0,17% | -0,13% | -0,23% | |
| AUD | -1,24% | -0,38% | -0,05% | -0,46% | -0,17% | -0,22% | -0,41% | |
| NZD | -1,01% | -0,18% | 0,17% | -0,26% | 0,13% | 0,22% | -0,13% | |
| CHF | -0,89% | -0,06% | 0,29% | -0,14% | 0,23% | 0,41% | 0,13% |
La mappa termica mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta di base viene selezionata dalla colonna di sinistra; la valuta di quotazione viene selezionata dalla riga in alto. Ad esempio, se si seleziona il dollaro statunitense dalla colonna di sinistra e ci si sposta lungo la linea orizzontale fino allo yen giapponese, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà USD (base)/JPY (quotazione).