Previsioni sul prezzo del WTI: rimbalzo dal livello di Fibonacci del 38,2%; ritorno a 93,00 $; trend rialzista che persiste
- Giovedì il WTI ha attirato alcuni venditori, interrompendo una serie di cinque giorni consecutivi di rialzi che lo aveva portato al massimo delle ultime due settimane.
- Le persistenti incertezze geopolitiche potrebbero fungere da vento favorevole per il petrolio e contribuire a limitare le perdite.
- Anche l’analisi tecnica suggerisce cautela prima di aprire posizioni corte aggressive sulla materia prima.
Il West Texas Intermediate (WTI), il prezzo di riferimento del greggio statunitense, arretra nella sessione asiatica di giovedì, prolungando il modesto calo della seduta precedente dalla soglia psicologica dei 95,00 dollari, ovvero il massimo di oltre due settimane. La materia prima ha tuttavia trovato supporto sul minimo giornaliero e viene attualmente scambiata intorno alla zona dei 93,25 dollari, con un calo inferiore all’1,0% nella giornata.
Il ribasso dei prezzi del greggio rimane comunque attenuato dalle persistenti incertezze geopolitiche. La Russia ha accusato l’Ucraina di aver sferrato attacchi contro due raffinerie nazionali; tali azioni avrebbero violato il cessate il fuoco energetico recentemente negoziato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’escalation delle tensioni tra Arabia Saudita e ribelli Houthi sostenuti dall’Iran in Yemen, insieme allo stallo tra Stati Uniti e Iran sullo Stretto di Hormuz, fornisce un ulteriore sostegno al “liquido nero” e giustifica cautela da parte dei ribassisti.
L’incapacità, registrata durante la notte, di consolidare il rialzo oltre il livello di ritracciamento di Fibonacci del 50% del calo settembre-ottobre richiede cautela da parte dei trader rialzisti. Il successivo calo si è arrestato in prossimità del livello di Fibonacci del 38,2%; pertanto è prudente attendere una forte ondata di vendite prima di confermare che la recente ripresa dal minimo mensile abbia esaurito lo slancio. Nel frattempo l’indicatore MACD (Moving Average Convergence Divergence) è sceso in territorio negativo, suggerendo un indebolimento dello slancio rialzista.
Tuttavia l’Indice di Forza Relativa (RSI), intorno a 54, rimane in territorio neutro, suggerendo un consolidamento piuttosto che una forte spinta direzionale. Pertanto, è necessaria una rottura convincente al di sotto del ritracciamento di Fibonacci del 38,2% a 92,29 $ per avvalorare l’ipotesi di ulteriori ribassi fino al livello del 23,6% a 90,02 $; un calo più profondo punterebbe al supporto strutturale intorno a 86,34 $. Sul lato rialzista, la prima resistenza si colloca al ritracciamento del 50% a 94,13 $; seguono il livello del 61,8% a 95,97 $, barriere più elevate a 98,59 $ e il massimo del ciclo vicino a 101,93 $.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Per saperne di più.)
Grafico WTI a 4 ore
Domande frequenti sul petrolio WTI
Che cos’è il petrolio WTI?
Il petrolio WTI è una qualità di greggio scambiata sui mercati internazionali. L’acronimo WTI sta per West Texas Intermediate, una delle tre principali qualità di riferimento insieme al Brent e al Dubai Crude. Il WTI viene definito “leggero” e “dolce” per la sua densità relativamente bassa e per il basso tenore di zolfo. È considerato un petrolio di alta qualità, facilmente raffinabile. Proviene dagli Stati Uniti e viene distribuito attraverso l’hub di Cushing, considerato “il crocevia mondiale degli oleodotti”. È un punto di riferimento per il mercato petrolifero e il prezzo del WTI viene spesso citato dai media.
Quali fattori determinano il prezzo del petrolio WTI?
Come per tutti gli asset, domanda e offerta sono i fattori chiave che determinano il prezzo del petrolio WTI. Pertanto, la crescita globale può favorire un aumento della domanda; al contrario, una crescita globale debole può determinarne una contrazione. L’instabilità politica, le guerre e le sanzioni possono interrompere l’offerta e influire sui prezzi. Le decisioni dell’OPEC, gruppo dei principali paesi produttori di petrolio, rappresentano un altro fattore chiave. Il valore del dollaro statunitense incide sul prezzo del greggio WTI, poiché il petrolio è scambiato prevalentemente in dollari; pertanto, un dollaro più debole può renderlo più accessibile e viceversa.
In che modo i dati sulle scorte influenzano il prezzo del petrolio WTI
I rapporti settimanali sulle scorte pubblicati dall’American Petroleum Institute (API) e dall’Energy Information Administration (EIA) influenzano il prezzo del petrolio WTI. Le variazioni delle scorte riflettono le fluttuazioni di domanda e offerta. Un calo delle scorte indica un aumento della domanda e sostiene il prezzo; scorte più elevate segnalano un aumento dell’offerta e lo deprimono. Il rapporto dell’API viene pubblicato ogni martedì; quello dell’EIA segue il giorno successivo. I risultati sono generalmente allineati, con una differenza inferiore all’1% nel 75% dei casi. I dati dell’EIA sono considerati più affidabili, poiché si tratta di un’agenzia governativa.
In che modo l’OPEC influenza il prezzo del petrolio WTI?
L’OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio) è un gruppo di 12 nazioni produttrici di petrolio che decidono collettivamente le quote di produzione per i paesi membri in occasione di riunioni semestrali. Le loro decisioni spesso incidono sui prezzi del petrolio WTI. Quando l’OPEC decide di ridurre le quote, può restringere l’offerta, facendo salire i prezzi del petrolio. Quando l’OPEC aumenta la produzione, si ha l’effetto opposto. Con il termine OPEC+ si intende un gruppo allargato che include dieci paesi non membri dell’OPEC, tra cui spicca la Russia.