Previsioni sul prezzo del WTI: in calo dal massimo delle ultime due settimane; si scambia sotto i 94,00 dollari in un contesto rialzista
- Il WTI fatica a capitalizzare il modesto rialzo registrato nella sessione asiatica, che lo ha portato al massimo delle ultime due settimane.
- Il ribasso appare limitato poiché l’escalation delle tensioni in Medio Oriente controbilancia i timori di una contrazione dell’offerta.
- Il quadro tecnico rialzista suggerisce che la direzione di minor resistenza rimanga al rialzo.
Il West Texas Intermediate (WTI), benchmark del greggio statunitense, si è allontanato dalla soglia dei 94,00 dollari, livello che corrisponde al massimo di oltre due settimane toccato durante la sessione asiatica di oggi. La quotazione ha così interrotto una striscia positiva di quattro sedute consecutive. La materia prima, tuttavia, non registra vendite di follow-through e attualmente viene scambiata intorno alla fascia $93,75-$93,70, in calo di meno dello 0,20% nella giornata.
Si spera che l’accordo tra Stati Uniti e Russia sul gasolio possa liberare ulteriori forniture e porre un tetto ai prezzi del greggio. Nel frattempo, il ribasso rimane attenuato dalle crescenti tensioni tra l’Arabia Saudita e i ribelli Houthi sostenuti dall’Iran nello Yemen. Inoltre, lo stallo tra Stati Uniti e Iran sullo Stretto di Hormuz mantiene in gioco il premio di rischio geopolitico e funge da vento favorevole per il “liquido nero”.
Da un punto di vista tecnico, i prezzi del greggio mantengono un andamento rialzista nel breve termine. Gli operatori attendono un movimento sostenuto oltre il livello di ritracciamento di Fibonacci del 50% del calo registrato tra settembre e ottobre; tale soglia potrebbe aprire la strada a un’ulteriore estensione del trend rialzista iniziato una settimana fa, grazie a indicatori di momentum positivi. L’Indice di Forza Relativa (14) oscilla intorno a 64, segnalando una pressione di acquisto solida ma non ancora in condizioni di ipercomprato.
Inoltre, l’indicatore Moving Average Convergence Divergence (MACD) rimane in territorio positivo con un valore moderatamente positivo che suggerisce una tendenza al rialzo sostenuta. Pertanto, un superamento del ritracciamento del 50% a 94,24 $ potrebbe estendersi ulteriormente al livello del 61,8% a 96,13 $ e al ritracciamento del 78,6% a 98,83 $, prima che i prezzi del petrolio puntino a testare il massimo ciclico vicino a 102,26 $.
Sul lato ribassista, il primo supporto significativo si concentra intorno al ritracciamento del 38,2% a 92,35 $; prima della domanda secondaria al livello del 23,6% a 90,01 $; la struttura rialzista più ampia verrebbe probabilmente messa in discussione solo in caso di un calo più marcato verso il punto di riferimento a 86,22 $.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Per saperne di più.)
Grafico WTI a 4 ore
Domande frequenti sul petrolio WTI
Che cos’è il petrolio WTI?
Il petrolio WTI è un tipo di petrolio greggio venduto sui mercati internazionali. L’acronimo WTI sta per West Texas Intermediate, uno dei tre principali tipi di greggio insieme al Brent e al Dubai Crude. Il WTI viene definito “leggero” e “dolce” per la sua densità relativamente bassa e per il basso tenore di zolfo. È considerato un petrolio di alta qualità, facilmente raffinabile. Proviene dagli Stati Uniti e viene distribuito attraverso l’hub di Cushing, considerato “il crocevia mondiale degli oleodotti”. È un punto di riferimento per il mercato petrolifero e il prezzo del WTI viene spesso citato dai media.
Quali fattori influenzano il prezzo del petrolio WTI?
Come per tutti gli asset, domanda e offerta sono i fattori chiave che determinano il prezzo del petrolio WTI. Pertanto, la crescita globale può favorire un aumento della domanda; al contrario, una crescita globale debole può determinarne una contrazione. L’instabilità politica, le guerre e le sanzioni possono interrompere l’offerta e influire sui prezzi. Le decisioni dell’OPEC, gruppo dei principali paesi produttori di petrolio, rappresentano un altro fattore chiave. Il valore del dollaro statunitense influenza il prezzo del greggio WTI, poiché il petrolio viene scambiato prevalentemente in dollari statunitensi; pertanto, un dollaro più debole può rendere il petrolio più accessibile e viceversa.
In che modo i dati sulle scorte influenzano il prezzo del petrolio WTI
I rapporti settimanali sulle scorte pubblicati dall’American Petroleum Institute (API) e dall’Energy Information Administration (EIA) influenzano il prezzo del petrolio WTI. Le variazioni delle scorte riflettono le fluttuazioni di domanda e offerta. Un calo delle scorte indica un aumento della domanda e sostiene il prezzo; scorte più elevate segnalano un aumento dell’offerta e lo deprimono. Il rapporto dell’API viene pubblicato ogni martedì; quello dell’EIA segue il giorno successivo. I risultati sono generalmente allineati, con una differenza inferiore all’1% nel 75% dei casi. I dati dell’EIA sono considerati più affidabili, poiché si tratta di un’agenzia governativa.
In che modo l’OPEC influenza il prezzo del petrolio WTI?
L’OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio) è un gruppo di 12 nazioni produttrici di petrolio che decidono collettivamente le quote di produzione per i paesi membri nel corso di riunioni semestrali. Le loro decisioni spesso incidono sui prezzi del petrolio WTI. Quando l’OPEC decide di ridurre le quote, può restringere l’offerta, facendo salire i prezzi del petrolio. Quando l’OPEC aumenta la produzione, si ha l’effetto opposto. Con il termine OPEC+ si intende un gruppo allargato che include dieci paesi non membri dell’OPEC, tra cui spicca la Russia.