0,5560: livello di supporto chiave per la coppia NZD/USD
- Il dollaro neozelandese ha recuperato quota 0,5600 nei confronti del dollaro statunitense dopo aver toccato il minimo degli ultimi 18 mesi a 0,5564.
- I democratici conquistano la maggioranza sia alla Camera sia al Senato.
- Gli investitori attendono i dati ADP sull’occupazione negli Stati Uniti e il PMI dei servizi ISM relativi al mese di ottobre.
Durante la seduta europea di mercoledì il dollaro neozelandese (NZD) ha mantenuto il movimento di recupero avviato intorno a 0,5600 nei confronti del dollaro statunitense (USD). La coppia ha rimbalzato dopo aver toccato il minimo degli ultimi 18 mesi a 0,5564.
Le prospettive per la coppia restano incerte, poiché il dollaro statunitense ha mostrato segni di ripresa dopo l’esito delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti (USA), in cui i Democratici hanno conquistato la maggioranza sia alla Camera sia al Senato.
Al momento della stesura di questo articolo l’indice del dollaro statunitense (DXY), che misura il valore del biglietto verde rispetto a sei principali valute, è in calo dello 0,34% a circa 101,55. Tuttavia il DXY ha recuperato in modo significativo dal minimo giornaliero di 101,25.
Il biglietto verde ha registrato una performance deludente nelle ultime settimane, poiché gli operatori di mercato avevano già scontato la vittoria dei Democratici in entrambe le camere del Congresso federale.
In prospettiva, gli investitori si concentreranno sui dati ADP relativi alla variazione dell’occupazione negli Stati Uniti per il mese di ottobre, che saranno pubblicati alle 13:15 GMT. Si prevede che l’agenzia statunitense indichi che i datori di lavoro del settore privato abbiano assunto 69.000 nuovi lavoratori, un dato inferiore ai 90.000 di settembre.
Nel corso della giornata gli investitori presteranno attenzione anche all’ISM Services PMI statunitense di ottobre. Il PMI dei servizi è atteso a 54,8, leggermente inferiore alla lettura precedente di 54,9.
Analisi tecnica NZD/USD

Sul grafico giornaliero la coppia NZD/USD quota a 0,5601 e mantiene un orientamento ribassista nel breve termine, poiché il prezzo spot rimane al di sotto della media mobile esponenziale (EMA) a 20 periodi, posizionata a 0,5645. La coppia è limitata da questa EMA a breve termine; ciò suggerisce che i rimbalzi potrebbero incontrare difficoltà finché il prezzo rimane al di sotto di essa. L’Indice di Forza Relativa (RSI) a 37 rafforza la persistente pressione al ribasso senza raggiungere livelli estremi di ipervenduto.
Al rialzo, la prima resistenza transita sulla media mobile esponenziale a 20 periodi (EMA) a 0,5645. Una rottura sostenuta oltre tale soglia potrebbe attenuare la pressione ribassista e aprire spazio a un recupero più consistente. Al ribasso, il minimo degli ultimi 18 mesi a 0,5564 funge da supporto chiave per la coppia. Una rottura decisiva al di sotto di 0,5564 esporrebbe la coppia a 0,5500.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Per saperne di più.)
Indicatore economico
Variazione dell’occupazione ADP
La Variazione dell’Occupazione ADP è un indicatore dell’occupazione nel settore privato pubblicato dal più grande gestore di buste paga degli Stati Uniti, Automatic Data Processing Inc. Misura la variazione del numero di occupati nel settore privato negli Stati Uniti. In generale, un aumento dell’indicatore ha implicazioni positive per la spesa dei consumatori e stimola la crescita economica. Pertanto, un valore elevato è tradizionalmente considerato rialzista per il dollaro statunitense (USD), mentre un valore basso è considerato ribassista.
Per saperne di più.Prossima pubblicazione: mercoledì 4 novembre 2026, ore 13:15
Frequenza: mensile
Consenso: 69.000
Dato precedente: 90. 000
Fonte: ADP Research Institute
Perché è importante per i trader?
I dati ADP, elaborati dal più grande fornitore di servizi di gestione paghe negli Stati Uniti, sono spesso considerati un’anticipazione del rapporto Nonfarm Payrolls del Bureau of Labor Statistics, di solito pubblicato due giorni dopo, data la correlazione esistente tra i due indicatori. La sovrapposizione tra le due serie è piuttosto elevata, ma su singoli mesi la discrepanza può essere sostanziale. Un altro motivo per cui i trader sul mercato valutario seguono questo rapporto è lo stesso che vale per l’NFP: una crescita vigorosa e persistente dei dati sull’occupazione aumenta le pressioni inflazionistiche; di conseguenza, cresce la probabilità che la Fed aumenti i tassi di interesse. I dati effettivi superiori alle stime di consenso tendono a essere rialzisti per il dollaro USA.