WTI in forte rialzo, sopra i 90 dollari, mentre i flussi di petrolio dal Medio Oriente hanno raggiunto i livelli prebellici.
- I prezzi del petrolio registrano un forte rialzo, avvicinandosi ai 91,00 dollari, nonostante i flussi energetici attraverso il Medio Oriente abbiano raggiunto i livelli prebellici.
- Secondo Kpler, la media mobile su sette giorni dei flussi si attesta a 19,5 milioni di barili al giorno a partire da lunedì.
- Secondo alcune fonti, l’Iran starebbe perdendo il controllo dello Stretto di Hormuz a favore degli Stati Uniti.
Il West Texas Intermediate (WTI) sui futures del NYMEX ha ridotto le lievi perdite iniziali dopo aver trovato supporto poco sotto gli 88,00 dollari. Il prezzo del petrolio ha guadagnato terreno, superando quota 90,00 dollari e chiudendo in rialzo dell’1,7% a circa 91,00 dollari durante le contrattazioni europee.

Il prezzo del petrolio ha registrato un forte rimbalzo mentre i flussi energetici attraverso la regione mediorientale sono tornati ai livelli prebellici, grazie alle scorte militari statunitensi che garantiscono il passaggio sicuro delle spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz, punto di strozzatura cruciale per quasi il 20% dell’approvvigionamento energetico globale. Inoltre, il ripristino di metà dei flussi attraverso l’oleodotto est-ovest saudita ha migliorato l’offerta complessiva.
Secondo i dati di Kpler, le spedizioni di petrolio greggio dalla regione del Medio Oriente, compresi il Golfo Persico e il Mar Rosso, risultano talvolta superiori ai livelli prebellici. La regione ha raggiunto una media su sette giorni di 19,5 milioni di barili al giorno (bpd) a partire da lunedì, superando la soglia prebellica di circa 17 milioni di bpd, secondo quanto riportato dalla CNBC.
Kpler ha inoltre segnalato indicatori secondo cui l’Iran starebbe perdendo il proprio controllo sullo Stretto di Hormuz, con un conseguente significativo flusso di energia attraverso il passaggio.
Matt Smith, direttore della ricerca sulle materie prime presso Kpler, ha dichiarato che l’Iran ha sostenuto per tutta la durata del conflitto di controllare lo Stretto di Hormuz e ne ha più volte annunciato la chiusura. Tuttavia, Teheran sta perdendo influenza a causa dei notevoli volumi che continuano a transitare attraverso lo Stretto.
Analisi tecnica del WTI

Nel grafico giornaliero il WTI statunitense quota a 90,78 dollari. Il bias di breve termine appare leggermente ribassista; il prezzo si mantiene appena al di sotto della media mobile esponenziale (EMA) a 20 giorni, pari a 91,41 dollari, segnale di perdita di slancio rialzista immediato nonostante il trend ascendente di fondo. L’indice di forza relativa (14) a 50,12 si trova vicino alla sua linea neutra, suggerendo un contesto di momentum consolidativo in cui la convinzione direzionale è ancora limitata dopo il recente arretramento dall’area dei 100 dollari.
Sul lato rialzista, la resistenza iniziale coincide con la media mobile esponenziale a 20 giorni a 91,41 $; una rottura sostenuta al di sopra di tale barriera riaprirebbe la strada verso i recenti massimi. Sul lato ribassista, l’area di breakout precedente e la linea di supporto del trend rialzista intorno a 86,53 $ fungono ora da zona chiave di domanda sottostante; un movimento decisivo al di sotto di tale livello segnalerebbe una fase correttiva più profonda all’interno della più ampia struttura rialzista.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Per saperne di più.)
Domande frequenti sul petrolio WTI
Che cos’è il petrolio WTI?
Il petrolio WTI è una qualità di greggio scambiata sui mercati internazionali. L’acronimo WTI sta per West Texas Intermediate, una delle tre principali qualità di greggio insieme al Brent e al Dubai Crude. Il WTI è definito “leggero” e “dolce” rispettivamente per la sua densità relativamente bassa e per il basso tenore di zolfo. È considerato un petrolio di alta qualità, facilmente raffinabile. Proviene dagli Stati Uniti e viene distribuito attraverso l’hub di Cushing, considerato “il crocevia mondiale degli oleodotti”. È un punto di riferimento per il mercato petrolifero e il prezzo del WTI viene spesso citato dai media.
Quali fattori determinano il prezzo del petrolio WTI?
Come per tutti gli asset, domanda e offerta sono i fattori chiave che determinano il prezzo del petrolio WTI. Pertanto, la crescita globale può essere un fattore di aumento della domanda; al contrario, una crescita globale debole può comportarne una diminuzione. L’instabilità politica, le guerre e le sanzioni possono interrompere l’offerta e influire sui prezzi. Le decisioni dell’OPEC, gruppo dei principali paesi produttori di petrolio, rappresentano un altro fattore chiave. Il valore del dollaro statunitense influenza il prezzo del greggio WTI, poiché il petrolio viene prevalentemente negoziato in dollari statunitensi; pertanto, un dollaro più debole può rendere il petrolio più accessibile e viceversa.
In che modo i dati sulle scorte influenzano il prezzo del petrolio WTI
I rapporti settimanali sulle scorte di petrolio pubblicati dall’American Petroleum Institute (API) e dall’Energy Information Administration (EIA) influenzano il prezzo del petrolio WTI. Le variazioni delle scorte riflettono le fluttuazioni della domanda e dell’offerta. Se i dati mostrano un calo delle scorte, ciò può indicare un aumento della domanda e sostenere il prezzo del petrolio. Scorte più elevate possono riflettere un aumento dell’offerta e esercitare pressione al ribasso sui prezzi. Il rapporto API viene diffuso ogni martedì; quello EIA segue il giorno successivo. I risultati sono generalmente allineati, con uno scostamento inferiore all’1% nel 75% dei casi. I dati EIA sono considerati più affidabili, in quanto l’agenzia opera sotto l’egida governativa.
In che modo l’OPEC influenza il prezzo del petrolio WTI?
L’OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio) è un gruppo di 12 nazioni produttrici di petrolio che decidono collettivamente le quote di produzione per i paesi membri nel corso di riunioni semestrali. Le loro decisioni spesso incidono sui prezzi del petrolio WTI. Quando l’OPEC decide di ridurre le quote, può restringere l’offerta, facendo salire i prezzi del petrolio. Quando l’OPEC aumenta la produzione, si ha l’effetto opposto. Con il termine OPEC+ si intende un gruppo allargato che comprende dieci paesi non membri dell’OPEC, tra cui spicca la Russia.