Previsioni sul prezzo EUR/USD: consolidamento al di sopra del supporto chiave a 1.1350, mentre persiste la tendenza ribassista
- La coppia EUR/USD fatica a registrare un recupero significativo in un contesto di tendenza rialzista del dollaro.
- Le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Fed sostengono il dollaro. Anche i rendimenti elevati delle obbligazioni statunitensi e i rischi geopolitici rafforzano il biglietto verde come bene rifugio.
- Il quadro tecnico ribassista avvalora l’ipotesi di un prolungamento del recente trend al ribasso.
La coppia EUR/USD ha colmato un modesto gap ribassista settimanale; tuttavia, manca di convinzione rialzista e fatica a superare la soglia di 1,1400 durante la sessione asiatica di lunedì. I prezzi spot rimangono vicini al livello più basso dal 28 luglio, toccato giovedì scorso, e appaiono vulnerabili alla luce del sentiment rialzista di fondo che circonda il dollaro statunitense (USD).
Sullo sfondo delle prospettive restrittive della Federal Reserve statunitense (Fed), i timori di inflazione alimentati dal petrolio hanno rafforzato le aspettative di mercato per un ulteriore aumento dei tassi d’interesse a ottobre. Tali aspettative mantengono i rendimenti obbligazionari statunitensi elevati, vicini ai massimi pluriennali. Ciò, insieme alle persistenti incertezze geopolitiche derivanti dallo stallo tra Stati Uniti e Iran, sostiene il dollaro come bene rifugio e conferma le prospettive negative per la coppia EUR/USD.
Anche l’analisi tecnica conferma il quadro negativo: i prezzi spot restano al di sotto della media mobile esponenziale (EMA) a 200 giorni. Il MACD (Moving Average Convergence Divergence) si mantiene sotto lo zero; la linea è al di sotto del segnale e l’istogramma è negativo, segnali che rafforzano la pressione al ribasso. Nel frattempo l’Indice di Forza Relativa (RSI), intorno a 28, segnala condizioni di ipervenduto che potrebbero rallentare il calo; tuttavia non hanno ancora innescato un rimbalzo significativo.
Pertanto, è prudente attendere un proseguimento delle vendite al di sotto del supporto orizzontale a 1.1350 prima di posizionarsi in vista di un’ulteriore debolezza verso il minimo dall’inizio dell’anno, vicino a 1.1325 toccato a giugno, in direzione della cifra tonda di 1.1300. Al rialzo, qualsiasi tentativo di recupero attirerà probabilmente nuovi venditori in prossimità della zona di offerta a 1.1460. Un movimento al rialzo potrebbe spingere la coppia EUR/USD oltre la soglia psicologica di 1.1500, anche se è probabile che rimanga limitata in prossimità della media mobile semplice (SMA) a 200 giorni a 1.1557.
I prezzi spot dovrebbero riconquistare questa barriera per attenuare il tono ribassista generale e aprire la strada a una ripresa più sostenuta nel breve termine, mentre l’attenzione del mercato si sposta sugli importanti dati macroeconomici statunitensi di questa settimana. Mercoledì è prevista la pubblicazione dell’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) degli Stati Uniti, insieme al dato definitivo sul PIL del secondo trimestre. L’attenzione si sposterà poi sul rapporto sui salari non agricoli (NFP) degli Stati Uniti di venerdì, che dovrebbe fornire un nuovo impulso al dollaro USA e alla coppia EUR/USD.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Per saperne di più.)
Grafico giornaliero EUR/USD
Andamento del dollaro USA questo mese
La tabella sottostante mostra la variazione percentuale del dollaro statunitense (USD) rispetto alle principali valute elencate nel corso di questo mese. Il dollaro statunitense ha registrato la performance migliore rispetto al dollaro neozelandese.
| USD | EUR | GBP | JPY | CAD | AUD | NZD | CHF | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| USD | 2,03% | 2,31% | -1,23% | 2,14% | 2,00% | 4,33% | 2,67% | |
| EUR | -2,03% | 0,29% | -3,20% | 0,09% | -0,02% | 2,25% | 0,63% | |
| GBP | -2,31% | -0,29% | -3,49% | -0,20% | -0,31% | 1,97% | 0,36% | |
| JPY | 1,23% | 3,20% | 3,49% | 3,41% | 3,28% | 5,57% | 4,02% | |
| CAD | -2,14% | -0,09% | 0,20% | -3,41% | -0,10% | 2,10% | 0,53% | |
| AUD | -2,00% | 0,02% | 0,31% | -3,28% | 0,10% | 2,28% | 0,68% | |
| NZD | -4,33% | -2,25% | -1,97% | -5,57% | -2,10% | -2,28% | -1,59% | |
| CHF | -2,67% | -0,63% | -0,36% | -4,02% | -0,53% | -0,68% | 1,59% |
La mappa termica mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta di base viene selezionata dalla colonna di sinistra; la valuta di quotazione viene selezionata dalla riga in alto. Ad esempio, se si seleziona il dollaro statunitense dalla colonna di sinistra e ci si sposta lungo la linea orizzontale fino allo yen giapponese, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà USD (base)/JPY (quotazione).