Previsioni sul prezzo del WTI: calo a 91,50 dollari, mentre le tensioni in Medio Oriente limitano le perdite
- Il WTI fatica a capitalizzare i guadagni registrati negli ultimi due giorni grazie alla ripresa.
- Lo stallo tra Stati Uniti e Iran funge da vento favorevole per la materia prima e limita ulteriori perdite.
- Il quadro tecnico contrastante suggerisce cautela prima di assumere posizioni direzionali.
Il West Texas Intermediate (WTI), prezzo di riferimento del greggio statunitense, ha attirato alcune vendite durante la sessione asiatica di venerdì; la reazione ha interrotto la serie positiva di due giorni e ha frenato il recupero dal minimo di quasi quattro settimane registrato nella seduta precedente. Il petrolio viene attualmente scambiato a circa 91,50 dollari, in calo dello 0,45% nella giornata; il ribasso appare comunque limitato dal rischio di un’ulteriore escalation delle tensioni in Medio Oriente.
Tra gli ultimi sviluppi, il Wall Street Journal ha riferito che il Pentagono potrebbe inviare a breve un terzo gruppo da battaglia di portaerei e 10.000 marinai e marines nel Golfo Persico. Da parte sua, l’Autorità iraniana dello Stretto del Golfo Persico (PGSA) ha dichiarato che negli ultimi giorni diverse petroliere sono state attaccate nello Stretto di Hormuz. Mercoledì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che deciderà presto se ordinare raid aerei contro l’Iran; ha inoltre affermato che il conflitto si concluderà a breve, in un modo o nell’altro. Tale contesto mantiene saldamente in gioco il premio di rischio geopolitico e dovrebbe fungere da vento favorevole per i prezzi del petrolio greggio.
Da un punto di vista tecnico, il greggio rimane limitato dalla struttura di tendenza di lungo periodo. La media mobile semplice (SMA) a 100 periodi sul grafico a 4 ore si colloca a 94,08 dollari. Il ritracciamento di Fibonacci al 38,2% a 93,28 dollari funge da resistenza. Questa configurazione mantiene l’orientamento di breve termine ribassista, nonostante un tono costruttivo negli indicatori di momentum. L’Indice di Forza Relativa (RSI) si mantiene in area neutro-positiva, vicino a 53; la Convergenza/Divergenza delle Medie Mobili (MACD) resta sopra lo zero con un istogramma positivo, segnalando un tentativo di recupero di modesta entità all’interno di una fase correttiva più ampia.
Nel frattempo, il primo supporto si colloca al ritracciamento del 50,0% a 90,59 $; segue il ritracciamento del 61,8% a 87,89 $. Tali livelli delimitano una zona di domanda prima dei supporti più profondi a 84,06 $ e 79,18 $. Sul lato rialzista, la resistenza immediata si trova al ritracciamento del 38,2% a 93,28 $, prima della media mobile semplice (SMA) a 100 periodi a 94,08 $. Un’estensione rialzista più significativa richiederebbe una rottura del ritracciamento del 23,6% a 96,60 $; in ultima analisi, occorrerebbe superare il massimo strutturale vicino a 101,99 $ per sfidare l’attuale tendenza ribassista a breve termine.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Per saperne di più.)
Grafico a 4 ore del WTI
Domande frequenti sul petrolio WTI
Che cos’è il petrolio WTI?
Il petrolio WTI è una qualità di greggio scambiata sui mercati internazionali. La sigla WTI sta per West Texas Intermediate, una delle tre principali qualità di greggio insieme al Brent e al Dubai Crude. Il WTI è definito “leggero” e “dolce” per la sua densità relativamente bassa e per il basso tenore di zolfo. È considerato un petrolio di alta qualità, facilmente raffinabile. Proviene dagli Stati Uniti e viene distribuito attraverso l’hub di Cushing, considerato “il crocevia mondiale degli oleodotti”. È un punto di riferimento per il mercato petrolifero e il prezzo del WTI viene spesso citato dai media.
Quali fattori determinano il prezzo del petrolio WTI?
Come per tutti gli asset, domanda e offerta sono i fattori chiave che determinano il prezzo del petrolio WTI. Pertanto, la crescita globale può favorire un aumento della domanda; al contrario, una crescita globale debole può determinarne una diminuzione. L’instabilità politica, le guerre e le sanzioni possono interrompere l’offerta e influire sui prezzi. Le decisioni dell’OPEC, gruppo dei principali paesi produttori di petrolio, rappresentano un altro fattore chiave che determina il prezzo. Il valore del dollaro statunitense influenza il prezzo del greggio WTI, poiché il petrolio viene prevalentemente negoziato in dollari statunitensi; pertanto, un dollaro più debole può rendere il petrolio più accessibile e viceversa.
In che modo i dati sulle scorte influenzano il prezzo del petrolio WTI
I rapporti settimanali sulle scorte di petrolio pubblicati dall’American Petroleum Institute (API) e dall’Energy Information Administration (EIA) influenzano il prezzo del petrolio WTI. Le variazioni delle scorte riflettono le fluttuazioni della domanda e dell’offerta. Se i dati mostrano un calo delle scorte, ciò può indicare un aumento della domanda e sostenere il prezzo del petrolio. Scorte più elevate possono riflettere un aumento dell’offerta e esercitare pressione al ribasso sui prezzi. Il rapporto API viene diffuso ogni martedì; quello EIA il giorno successivo. I risultati sono generalmente allineati, con una differenza inferiore all’1% nel 75% dei casi. I dati EIA sono considerati più affidabili, in quanto l’agenzia è governativa.
In che modo l’OPEC influenza il prezzo del petrolio WTI?
L’OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio) è un gruppo di 12 nazioni produttrici di petrolio che decidono collettivamente le quote di produzione per i paesi membri in occasione di riunioni semestrali. Le loro decisioni spesso influenzano i prezzi del petrolio WTI. Quando l’OPEC decide di ridurre le quote, può restringere l’offerta, facendo salire i prezzi del petrolio. Quando l’OPEC aumenta la produzione, si ha l’effetto opposto. Con il termine “OPEC+” si indica un gruppo allargato che include dieci paesi non membri dell’OPEC, tra cui spicca la Russia.