Previsioni sul cambio EUR/USD: il cross guadagna terreno verso 1,1150 in attesa dei dati sull’IPC statunitense
- La coppia EUR/USD prosegue il rialzo e si avvicina a quota 1.1210, mentre il dollaro statunitense subisce una correzione.
- Gli investitori guardano con attenzione ai dati sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) statunitense relativi a settembre.
- Si prevede che la Fed e la BCE mantengano invariati i tassi di riferimento.
Nella sessione asiatica di mercoledì l’euro (EUR) ha esteso il rialzo di martedì, avvicinandosi a quota 1.1210 contro il dollaro statunitense (USD). La coppia principale attira domanda grazie alla correzione del dollaro; i rendimenti dei Treasury USA restano in pausa in attesa dei dati sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) di settembre.
I rendimenti dei Treasury USA a 10 anni hanno corretto verso il 5,20% dal recente massimo pluridecennale del 5,36%. L’indice del dollaro USA (DXY), che misura il valore del biglietto verde rispetto a sei principali valute, arretra dello 0,1% a circa 102,10. Il DXY ha registrato un calo rispetto al massimo annuale di 102,61 toccato lunedì.
Secondo le stime, sia l’indice dei prezzi al consumo (IPC) complessivo sia quello core sono cresciuti a un ritmo più sostenuto, rispettivamente del 3,6% e del 2,5% su base annua (a/a). Gli analisti di Société Générale ritengono che le prospettive di politica monetaria della Federal Reserve (Fed) rimarranno sostanzialmente invariate anche se l’IPC core dovesse salire al 2,5% su base annua.
Attualmente lo strumento CME FedWatch indica che gli operatori si aspettano che la Fed manterrà i tassi di riferimento invariati nella riunione di politica monetaria prevista per la fine di questo mese; un rialzo è atteso a dicembre.
Nel frattempo, i rischi fiscali francesi legati all’aumento del debito pubblico e le solide aspettative di un mantenimento dei tassi da parte della Banca centrale europea (BCE) limiteranno probabilmente il rialzo dell’euro.
Secondo un sondaggio Reuters condotto dal 5 all’8 ottobre, 70 economisti su 73 prevedono che la BCE mantenga il tasso sui depositi al 2,50% il 29 ottobre.
Analisi tecnica EUR/USD

Sul grafico giornaliero la coppia EUR/USD quota a 1.1210 e mantiene un orientamento ribassista nel breve termine, poiché il prezzo spot rimane al di sotto della media mobile esponenziale (EMA) a 20 periodi, posizionata a 1.1303.
La coppia continua a essere frenata da questa barriera dinamica; ciò rafforza il più ampio trend ribassista. L’Indice di Forza Relativa (RSI) a 32,15 oscilla appena sopra il territorio di ipervenduto, suggerendo che la pressione di vendita è ancora dominante ma non si è ancora esaurita.
Al rialzo, la prima resistenza transita sulla media mobile esponenziale a 20 periodi (EMA) a 1,1303; una chiusura giornaliera oltre tale soglia potrebbe allentare la pressione ribassista e aprire la strada a un rimbalzo correttivo più marcato. Sul lato ribassista, il minimo del 12 ottobre a 1,1153 rappresenta il livello di supporto immediato; una rottura decisiva al di sotto di tale livello esporrebbe la coppia a 1,1100.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Per saperne di più.)
Indicatore economico
Indice dei prezzi al consumo esclusi alimentari ed energia (su base annua)
Le tendenze inflazionistiche o deflazionistiche vengono misurate sommando periodicamente i prezzi di un paniere di beni e servizi rappresentativi e presentando i dati sotto forma di Indice dei prezzi al consumo (CPI). I dati del CPI vengono compilati su base mensile e pubblicati dal Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti. Il dato su base annua (YoY) confronta i prezzi dei beni nel mese di riferimento con quelli dello stesso mese dell’anno precedente. L’IPC al netto di alimentari ed energia esclude le cosiddette componenti più volatili, ovvero alimentari ed energia, per fornire una misurazione più accurata delle pressioni sui prezzi. In linea generale, un valore elevato è rialzista per il dollaro statunitense (USD), mentre un valore basso è considerato ribassista.
Per saperne di più.Prossima pubblicazione: mercoledì 14 ottobre 2026, ore 12:30
Frequenza: mensile
Consenso: 2,5%
Dato precedente: 2,4%.
Fonte: Ufficio Statistico del Lavoro degli Stati Uniti
Perché è importante per i trader?
La Federal Reserve statunitense ha il duplice mandato di mantenere la stabilità dei prezzi e la massima occupazione. Secondo tale mandato, l’inflazione dovrebbe attestarsi intorno al 2% su base annua ed è diventata il pilastro più debole della direttiva della banca centrale da quando il mondo è stato colpito dalla pandemia, che si protrae ancora oggi. Le pressioni sui prezzi continuano a crescere a causa di problemi e strozzature nella catena di approvvigionamento, con l’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) che si attesta ai massimi degli ultimi decenni. La Fed ha già adottato misure per contenere l’inflazione e si prevede che mantenga un orientamento aggressivo nel prossimo futuro.