Previsioni sul cambio EUR/USD: i tentativi di rialzo falliscono sopra quota 1.1200 a causa degli elevati prezzi del petrolio e delle difficoltà legate al debito
- La coppia EUR/USD si mantiene stabile intorno a 1,1200 dopo aver trovato supporto sui minimi degli ultimi 16 mesi nell’area di 1,1150.
- I prezzi elevati del petrolio stanno limitando gli acquisti sulla valuta unica. Anche la complessa situazione del debito francese contribuisce a contenere l’entusiasmo degli investitori.
- Musalem della Fed ha avvertito che la banca centrale dovrà inasprire ulteriormente i tassi per riportare l’inflazione all’obiettivo.
L’euro (EUR) non riesce a trarre vantaggio dalla moderata debolezza del dollaro statunitense (USD) osservata venerdì. Gli elevati prezzi del petrolio e le persistenti preoccupazioni sul debito pubblico francese controbilanciano l’ottimismo degli investitori riguardo al calo dei rendimenti globali. La coppia EUR/USD rimane stabile sopra quota 1.1200 in attesa dell’apertura della sessione statunitense, a metà del range di negoziazione settimanale.
Giovedì l’indice del dollaro USA ha registrato un calo, poiché il successo dell’asta dei titoli di Stato statunitensi a 30 anni ha attenuato i timori sul debito pubblico e ha spinto i rendimenti a lungo termine al ribasso dai massimi raggiunti negli ultimi decenni. L’euro, tuttavia, deve fare i conti con le proprie debolezze. I prezzi del Brent rimangono sopra i 100 dollari; tale livello minaccia di far precipitare le economie dell’Eurozona nella stagflazione. Il debito francese è ai massimi storici e i disordini sociali si diffondono in tutto il Paese.
Venerdì mattina il presidente della Fed di St. Louis, Alberto Musalem, ha fornito un certo sostegno al dollaro statunitense, affermando che «saranno necessarie ulteriori misure di politica monetaria» per riportare l’inflazione all’obiettivo del 2%. Nel corso della giornata il rapporto sull’indice di fiducia dei consumatori del Michigan potrebbe avere un certo impatto sui cross del dollaro USA, anche se l’attenzione rimane concentrata sui dati dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) e dell’indice dei prezzi alla produzione (PPI) statunitensi della prossima settimana, che potrebbero contribuire a determinare i tempi della prossima mossa della Fed.
Indicatori tecnici: l’impulso ribassista si affievolisce, ma i rialzisti restano assenti.
La coppia EUR/USD viene scambiata a 1,1214, mantenendo un tono ribassista e proseguendo verso un calo del 3,5% in cinque settimane consecutive di ribassi. L’Indice di Forza Relativa (14) sul grafico a 4 ore rimane al di sotto della linea mediana a 50; la Media Mobile di Convergenza/Divergenza (MACD) è marginalmente positiva. Tali indicatori suggeriscono una stabilizzazione della pressione; quella rialzista resta comunque troppo debole per ipotizzare un’inversione al rialzo.
L’azione di prezzo si colloca a metà del canale orizzontale settimanale; la resistenza immediata è posta ai massimi del 2 e dell’8 ottobre, intorno a 1.1275. Più in alto, il prossimo obiettivo si colloca nell’area compresa tra i minimi di fine giugno a 1.1337 e il ritracciamento di Fibonacci del 38,2% del trend ribassista di settembre-ottobre, vicino a 1.1350.
Sul lato ribassista, il supporto immediato si trova al minimo del 2 ottobre, vicino a 1.1160. Al di sotto di questo livello, i minimi di fine maggio 2025 nell’area di 1.1050 emergono come obiettivo plausibile prima del livello psicologico di 1.1000.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Per saperne di più.)
Andamento dell’euro questa settimana
La tabella sottostante riporta le variazioni percentuali dell’euro (EUR) rispetto alle principali valute quotate nel corso della settimana. L’euro ha registrato la performance migliore nei confronti dello yen giapponese.
| USD | EUR | GBP | JPY | CAD | AUD | NZD | CHF | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| USD | 0,47% | 0,10% | 0,25% | -0,20% | -0,47% | -0,00% | 0,30% | |
| EUR | -0,47% | -0,37% | -0,12% | -0,65% | -0,93% | -0,47% | -0,16% | |
| GBP | -0,10% | 0,37% | 0,23% | -0,27% | -0,57% | -0,10% | 0,22% | |
| JPY | -0,25% | 0,12% | -0,23% | -0,44% | -0,63% | -0,22% | 0,07% | |
| CAD | 0,20% | 0,65% | 0,27% | 0,44% | -0,22% | 0,11% | 0,50% | |
| AUD | 0,47% | 0,93% | 0,57% | 0,63% | 0,22% | 0,46% | 0,78% | |
| NZD | 0,00% | 0,47% | 0,10% | 0,22% | -0,11% | -0,46% | 0,31% | |
| CHF | -0,30% | 0,16% | -0,22% | -0,07% | -0,50% | -0,78% | -0,31% |
La mappa termica mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta di base viene selezionata dalla colonna di sinistra; la valuta di quotazione viene selezionata dalla riga in alto. Ad esempio, se si seleziona l’euro dalla colonna di sinistra e ci si sposta lungo la linea orizzontale fino al dollaro statunitense, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà EUR (base)/USD (quotazione).