Previsioni sul cambio EUR/USD: i guadagni iniziali vengono persi a causa della cautela in vista dei dati sull'inflazione negli Stati Uniti
- La coppia EUR/USD scende leggermente fino a sfiorare quota 1,1190 in attesa dei dati sull’IPC statunitense di settembre.
- I responsabili della politica monetaria della Fed hanno indicato che i rischi di inflazione negli Stati Uniti rimangono elevati.
- È improbabile che la BCE aumenti i tassi di riferimento nella riunione prevista alla fine di questo mese.
Nella sessione europea di mercoledì, l’euro (EUR) scambia in lieve calo a circa 1.1190 contro il dollaro statunitense (USD), dopo aver ritracciato dal massimo giornaliero a 1.1211. La coppia principale riduce le perdite mentre il dollaro recupera terreno. Gli investitori mantengono un atteggiamento cauto in attesa della pubblicazione dell’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) statunitense di settembre, prevista per le 12:30 GMT.
Al momento della stesura di questo articolo l’indice del dollaro statunitense (DXY), che misura il valore del biglietto verde rispetto a sei principali valute, è in leggero rialzo a circa 102,24.
Gli analisti di Danske Bank prevedono un modesto rafforzamento dei dati di settembre, stimando «un’inflazione complessiva dello 0,5% m/m SA, 3,6% su base annua (dati precedenti: 0,6% m/m, 3,4% a/a) e un’inflazione di fondo allo 0,2% m/m destagionalizzato, 2,5% a/a (dati precedenti: 0,3% m/m, 2,4% a/a), con i prezzi dell’energia che rappresentano il principale fattore trainante della prevista accelerazione dell’inflazione complessiva».
I dati sull’inflazione dovrebbero influenzare in modo significativo le aspettative sui tassi di interesse della Federal Reserve (Fed), poiché i funzionari hanno più volte espresso grande preoccupazione per l’aumento dei rischi di inflazione.
Nel corso della giornata gli investitori presteranno attenzione anche al «Beige Book» della Fed, la cui pubblicazione è prevista alle 18:00 GMT.
Sul fronte dell’euro, i mercati finanziari sembrano sempre più convinti che la Banca centrale europea (BCE) non aumenterà i tassi di interesse nella riunione di politica monetaria prevista alla fine di questo mese.
Secondo un sondaggio Reuters condotto dal 5 all’8 ottobre, 70 economisti su 73 prevedono che il 29 ottobre la BCE manterrà il tasso sui depositi al 2,50%.
Analisi tecnica EUR/USD

Nel grafico giornaliero la coppia EUR/USD quota a 1.1192. Il cambio rimane sotto una chiara pressione ribassista; il prezzo estende il calo dai recenti massimi e si avvicina a nuovi minimi nella sequenza in corso. L’Indice di Forza Relativa (14) a 29,62 si colloca appena al di sotto della soglia di ipervenduto, segnale che l’impulso ribassista è esteso ma ancora dominante nel breve termine.
Sul lato ribassista, il minimo del 12 ottobre a 1,1153 rappresenta il livello di supporto chiave. Al rialzo, il massimo del 6 ottobre a 1,1277 fungerebbe da resistenza principale.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Per saperne di più.)
Indicatore economico
Indice dei prezzi al consumo esclusi alimentari ed energia (su base annua)
Le tendenze inflazionistiche o deflazionistiche vengono misurate sommando periodicamente i prezzi di un paniere di beni e servizi rappresentativi e presentando i dati sotto forma di Indice dei prezzi al consumo (CPI). I dati del CPI vengono compilati su base mensile e pubblicati dal Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti. Il dato su base annua (YoY) confronta i prezzi dei beni nel mese di riferimento con quelli dello stesso mese dell’anno precedente. L’IPC al netto di alimentari ed energia esclude le cosiddette componenti più volatili, ovvero alimentari ed energia, per fornire una misurazione più accurata delle pressioni sui prezzi. In linea generale, un valore elevato è rialzista per il dollaro statunitense (USD); un valore basso è considerato ribassista.
Per saperne di più.Prossima pubblicazione: mercoledì 14 ottobre 2026, ore 12:30.
Frequenza: mensile
Consenso: 2,5%
Dato precedente: 2,4%.
Fonte: Ufficio Statistico del Lavoro degli Stati Uniti
Perché è importante per i trader?
La Federal Reserve statunitense ha il duplice mandato di mantenere la stabilità dei prezzi e la massima occupazione. Secondo tale mandato, l’inflazione dovrebbe attestarsi intorno al 2% su base annua ed è diventata il pilastro più debole della direttiva della banca centrale da quando il mondo è stato colpito dalla pandemia, che si protrae ancora oggi. Le pressioni sui prezzi continuano a crescere a causa di problemi e strozzature nella catena di approvvigionamento, con l’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) che si attesta ai massimi degli ultimi decenni. La Fed ha già adottato misure per contenere l’inflazione e si prevede che mantenga un orientamento aggressivo nel prossimo futuro.