Il WTI crolla di oltre il 5% mentre gli operatori accolgono con favore gli sforzi diplomatici tra Stati Uniti e Iran
- Petrolio WTI in calo di oltre il 5%, sotto pressione per la diplomazia Usa-Iran.
- L’Iran afferma che la riapertura dello Stretto di Hormuz è subordinata all’accoglimento delle proprie richieste da parte degli Stati Uniti.
- I rischi legati al trasporto marittimo nello Stretto di Hormuz e l’incertezza riguardo a un’azione militare degli Stati Uniti rimangono al centro dell’attenzione.
Il West Texas Intermediate (WTI) ha registrato un forte calo lunedì, perdendo oltre il 5%, poiché le notizie positive sulla diplomazia tra Stati Uniti e Iran hanno attenuato i timori di ulteriori interruzioni dell’offerta. Al momento della stesura di questo articolo, il greggio di riferimento statunitense viene scambiato a circa 96,65 dollari al barile, dopo aver toccato venerdì i 104,03 dollari, il livello più alto da maggio.
Il calo si è accelerato dopo che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato, secondo l’ISNA, che la Guida Suprema ha concesso al governo determinati poteri nei negoziati. I prezzi del petrolio avevano già aperto la settimana in ribasso dopo che Axios aveva riferito che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è favorevole a concedere più tempo alla diplomazia con l’Iran.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che le consultazioni tramite i mediatori del Qatar e del Pakistan sono state «molto intense». Ha aggiunto che Teheran ha presentato le proprie condizioni e il proprio piano; i progressi dipendono ora dalla «razionalità politica» di Washington. Ha sottolineato che la riapertura dello Stretto di Hormuz rimane subordinata all’accettazione da parte degli Stati Uniti delle richieste dell’Iran, tra cui la fine del blocco navale e la revoca delle sanzioni.
Tuttavia, al momento non è stato annunciato alcun accordo definitivo e permane il rischio di una nuova azione militare statunitense dopo le elezioni di medio termine di martedì. La scorsa settimana il Wall Street Journal ha riferito che Washington avrebbe avvertito gli Stati del Golfo di prepararsi a possibili attacchi contro l’Iran. Anche Trump, durante un comizio elettorale in Iowa domenica, ha avvertito che «a un certo punto dovremo dare loro una lezione».
Nel frattempo, nonostante gli sforzi diplomatici, i rischi per il trasporto marittimo persistono. Secondo i media statali iraniani, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha affermato che due petroliere hanno preso fuoco dopo aver urtato mine marine nello Stretto di Hormuz. La notizia non è stata verificata da fonti indipendenti.
Sul fronte dell’offerta, domenica sette produttori dell’OPEC+ hanno concordato di mantenere invariati gli obiettivi di produzione per dicembre, poiché le interruzioni delle esportazioni dal Golfo continuano a offuscare le prospettive. Il gruppo si riunirà nuovamente il 29 novembre per riesaminare i piani di produzione per gennaio.
Domande frequenti sul petrolio WTI
Che cos’è il petrolio WTI?
Il petrolio WTI è un tipo di greggio venduto sui mercati internazionali. L’acronimo WTI sta per West Texas Intermediate, uno dei tre principali tipi di greggio insieme al Brent e al Dubai Crude. Il WTI è definito “leggero” e “dolce” rispettivamente per la sua densità relativamente bassa e per il basso tenore di zolfo. È considerato un petrolio di alta qualità, facilmente raffinabile. Proviene dagli Stati Uniti e viene distribuito attraverso l’hub di Cushing, considerato “il crocevia mondiale degli oleodotti”. È un punto di riferimento per il mercato petrolifero e il prezzo del WTI viene spesso citato dai media.
Quali fattori influenzano il prezzo del petrolio WTI?
Come per tutti gli asset, domanda e offerta sono i fattori chiave che determinano il prezzo del petrolio WTI. Pertanto, la crescita globale può favorire un aumento della domanda; al contrario, una crescita globale debole può determinarne una contrazione. L’instabilità politica, le guerre e le sanzioni possono interrompere l’offerta e influire sui prezzi. Le decisioni dell’OPEC, gruppo dei principali paesi produttori di petrolio, rappresentano un altro fattore chiave. Il valore del dollaro statunitense incide sul prezzo del greggio WTI, poiché il petrolio è quotato prevalentemente in dollari; pertanto, un dollaro più debole può renderlo più accessibile e viceversa.
In che modo i dati sulle scorte influenzano il prezzo del petrolio WTI
I rapporti settimanali sulle scorte pubblicati dall’American Petroleum Institute (API) e dall’Energy Information Administration (EIA) influenzano il prezzo del petrolio WTI. Le variazioni delle scorte riflettono le fluttuazioni di domanda e offerta. Un calo delle scorte indica un aumento della domanda e sostiene il prezzo; scorte più elevate segnalano un aumento dell’offerta e lo deprimono. Il rapporto dell’API viene pubblicato ogni martedì; quello dell’EIA segue il giorno successivo. I risultati sono generalmente allineati, con una differenza inferiore all’1% nel 75% dei casi. I dati dell’EIA sono considerati più affidabili, poiché si tratta di un’agenzia governativa.
In che modo l’OPEC influenza il prezzo del petrolio WTI?
L’OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio) è un gruppo di 12 nazioni produttrici di petrolio che decidono collettivamente le quote di produzione per i paesi membri in occasione di riunioni semestrali. Le loro decisioni spesso incidono sui prezzi del petrolio WTI. Quando l’OPEC decide di ridurre le quote, può restringere l’offerta, facendo salire i prezzi del petrolio. Quando l’OPEC aumenta la produzione, si ha l’effetto opposto. Con il termine OPEC+ si intende un gruppo allargato che include dieci paesi non membri dell’OPEC, tra cui spicca la Russia.