Il petrolio WTI prosegue il suo calo fino a 91,00 dollari, sullo sfondo delle importazioni statunitensi di gasolio russo
- Il petrolio WTI scende lunedì a livelli vicini ai 91,00 dollari dai massimi delle ultime due settimane, attestati intorno ai 93,50 dollari.
- Le attese di un aumento delle forniture di gasolio dalla Russia stanno esercitando pressione al ribasso sui corsi del greggio.
- Le tensioni in Medio Oriente rimangono elevate; ciò mantiene i prezzi del greggio su livelli relativamente alti.
Martedì il greggio viene scambiato in ribasso mentre gli investitori valutano l’impatto della decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di revocare il divieto sulle importazioni di gasolio russo. Il barile del West Texas Intermediate (WTI), benchmark statunitense, è sceso ai minimi di seduta a 91,05 dollari durante la sessione di negoziazione europea, circa 2,5 dollari al di sotto del massimo di due settimane, nella zona dei 93,50 dollari, raggiunto lunedì.
Le aspettative di un aumento significativo delle forniture di gasolio dalla Russia verso i mercati globali spingono i prezzi al ribasso e controbilanciano le pressioni al rialzo derivanti dall’escalation del conflitto in Medio Oriente.
Rimangono tuttavia dubbi sull’effettivo impatto delle importazioni di gasolio russo.
Lunedì Trump ha affermato su Truth Social che la decisione di allentare per sei mesi le restrizioni sulle importazioni di gasolio russo “è la scelta giusta per il popolo americano”. Un rapporto di Goldman Sachs, tuttavia, mette in dubbio l’impatto complessivo di tale decisione sui prezzi del petrolio, poiché sostiene che i 6 milioni di barili al giorno che la Russia dovrebbe fornire abbasseranno il prezzo del barile solo di una cifra compresa tra 1 e 2 dollari,
Inoltre, le tensioni in Medio Oriente sono ben lungi dall’attenuarsi; ciò sostiene i prezzi del greggio. Il ministro della Sicurezza dell’Arabia Saudita, principe Abdul Aziz bin Salman, ha chiesto una risposta decisa agli attacchi mortali dello scorso fine settimana contro gli aeroporti sauditi da parte delle milizie Houthi; tali attacchi minacciano di trasformare il conflitto tra Stati Uniti e Israele in Iran in uno scontro regionale.
Gli analisti di ING sottolineano che i rischi legati all’approvvigionamento fisico non si limitano ai focolai geopolitici. L’attività degli uragani nel Golfo del Messico continua infatti a interrompere le operazioni offshore dei produttori statunitensi. Gli analisti evidenziano che le società «hanno sospeso la produzione di quasi 605.000 b/d di petrolio, pari a circa il 30% della produzione totale statunitense nel Golfo del Messico, secondo la Marine Minerals Administration», aggiungendo un ulteriore fattore di restrizione al quadro dell’offerta a breve termine.
Domande frequenti sul petrolio WTI
Che cos’è il petrolio WTI?
Il petrolio WTI è una qualità di greggio scambiata sui mercati internazionali. L’acronimo WTI sta per West Texas Intermediate, una delle tre principali qualità di greggio insieme al Brent e al Dubai Crude. Il WTI è definito “leggero” e “dolce” per la sua densità relativamente bassa e per il basso tenore di zolfo. È considerato un petrolio di alta qualità, facilmente raffinabile. Proviene dagli Stati Uniti e viene distribuito attraverso l’hub di Cushing, considerato “il crocevia mondiale degli oleodotti”. È un punto di riferimento per il mercato petrolifero e il prezzo del WTI viene spesso citato dai media.
Quali fattori influenzano il prezzo del petrolio WTI?
Come per tutti gli asset, domanda e offerta sono i fattori chiave che determinano il prezzo del petrolio WTI. Pertanto, la crescita globale può favorire un aumento della domanda; al contrario, una crescita globale debole può determinarne una contrazione. L’instabilità politica, le guerre e le sanzioni possono interrompere l’offerta e influire sui prezzi. Le decisioni dell’OPEC, gruppo dei principali paesi produttori di petrolio, rappresentano un altro fattore chiave. Il valore del dollaro statunitense incide sul prezzo del greggio WTI, poiché il petrolio è quotato prevalentemente in dollari; pertanto, un dollaro più debole può renderlo più accessibile e viceversa.
In che modo i dati sulle scorte influenzano il prezzo del petrolio WTI
I rapporti settimanali sulle scorte pubblicati dall’American Petroleum Institute (API) e dall’Energy Information Administration (EIA) influenzano il prezzo del petrolio WTI. Le variazioni delle scorte riflettono le fluttuazioni di domanda e offerta. Un calo delle scorte indica un aumento della domanda e sostiene il prezzo; scorte più elevate segnalano un aumento dell’offerta e lo deprimono. Il rapporto API viene diffuso ogni martedì; quello EIA il giorno successivo. I risultati sono generalmente allineati, con una differenza inferiore all’1% nel 75% dei casi. I dati EIA sono considerati più affidabili, in quanto l’agenzia è governativa.
In che modo l’OPEC influenza il prezzo del petrolio WTI?
L’OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio) è un gruppo di 12 nazioni produttrici di petrolio che decidono collettivamente le quote di produzione per i paesi membri nel corso di riunioni semestrali. Le loro decisioni spesso incidono sui prezzi del petrolio WTI. Quando l’OPEC decide di ridurre le quote, può restringere l’offerta, facendo salire i prezzi del petrolio. Quando l’OPEC aumenta la produzione, si ha l’effetto opposto. Con il termine «OPEC+» si intende un gruppo allargato che include dieci paesi non membri dell’OPEC, tra cui spicca la Russia.