Banca del Giappone: tassi fermi; inflazione rivista al rialzo nella riunione di ottobre – Reuters
Secondo un articolo di Reuters, quattro fonti ben informate sulle intenzioni della Banca del Giappone (BoJ) hanno riferito che, nella riunione di politica monetaria di ottobre, la banca centrale manterrà invariati i tassi di interesse; inoltre, rivederà al rialzo le proprie previsioni sull’inflazione. L’articolo sostiene che la BoJ potrebbe rivedere leggermente al rialzo le previsioni sull’inflazione per l’anno fiscale 2027, poiché l’aumento dei prezzi del petrolio continua a ripercuotersi sui prezzi al consumo.
Domande frequenti sulla Banca del Giappone
Che cos’è la Banca del Giappone?
La Banca del Giappone (BoJ) è la banca centrale giapponese, responsabile della definizione della politica monetaria nel Paese. Il suo mandato consiste nell’emissione di banconote e nell’esercizio del controllo valutario e monetario per garantire la stabilità dei prezzi, il che significa un obiettivo di inflazione intorno al 2%.
Qual è stata la politica della Banca del Giappone?
Nel 2013 la Banca del Giappone ha avviato una politica monetaria ultra-accomodante al fine di stimolare l’economia e alimentare l’inflazione in un contesto di bassa inflazione. La politica della banca si basa sull’allentamento quantitativo e qualitativo (QQE), ovvero la stampa di banconote per acquistare attività quali titoli di Stato o obbligazioni societarie al fine di fornire liquidità. Nel 2016 la banca ha rafforzato la propria strategia e ha ulteriormente allentato la politica, introducendo dapprima tassi di interesse negativi e poi controllando direttamente il rendimento dei propri titoli di Stato a 10 anni. Nel marzo 2024 la BoJ ha aumentato i tassi di interesse, allontanandosi di fatto dall’orientamento di politica monetaria ultra-accomodante.
In che modo le decisioni della Banca del Giappone influenzano lo yen giapponese?
Il massiccio stimolo messo in atto dall’Istituto ha provocato un deprezzamento dello yen rispetto alle principali valute. Tale processo si è accentuato nel 2022 e nel 2023 a causa di una crescente divergenza di politica monetaria tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali, che hanno optato per un forte aumento dei tassi di interesse per contrastare livelli di inflazione ai massimi da decenni. La politica della BoJ ha ampliato il differenziale rispetto alle altre valute, trascinando al ribasso il valore dello yen. Questa tendenza si è in parte invertita nel 2024, quando la BoJ ha deciso di abbandonare la propria politica ultra-accomodante.
Perché la Banca del Giappone ha deciso di iniziare a ridurre la propria politica ultra-accomodante?
L’indebolimento dello yen e l’impennata dei prezzi globali dell’energia hanno determinato un aumento dell’inflazione in Giappone, che ha superato l’obiettivo del 2% fissato dalla BoJ. Anche la prospettiva di un aumento dei salari nel Paese – un elemento chiave che alimenta l’inflazione – ha contribuito a questa decisione.