Previsioni sul prezzo dell'EUR/JPY: la coppia oscilla intorno a 177,50, in prossimità della media mobile esponenziale (EMA) a nove giorni.
- La coppia EUR/JPY potrebbe scendere verso la media mobile esponenziale (EMA) a nove giorni a 177,40.
- L’indice di forza relativa (RSI) a 14 giorni, vicino a 41, segnala un momentum rialzista contenuto.
- La prima resistenza transita sulla media mobile esponenziale a 50 giorni, a 180,01.
La coppia ha aperto con un gap ribassista; ha poi recuperato parte delle perdite e si è stabilizzata in territorio negativo, scambiando intorno a 177,50 durante la sessione asiatica di lunedì. L’analisi tecnica sul grafico giornaliero mostra che il cross rimane all’interno di un canale discendente, segnale di un trend ribassista in corso.
La coppia mantiene un andamento limitato, rimanendo al di sotto della media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni. La coppia sta tentando di stabilizzarsi appena sopra l’EMA a nove giorni; ciò suggerisce un consolidamento a breve termine all’interno di una fase correttiva più ampia, mentre l’Indice di Forza Relativa (RSI) a 14 giorni, intorno a 41, indica uno slancio contenuto piuttosto che una ripresa decisiva.
La coppia potrebbe testare il supporto immediato presso l’EMA a nove giorni a 177,40; in seguito incontrerebbe il limite inferiore del canale discendente, intorno al minimo di 11 mesi a 175,70 registrato nel novembre 2025. Se la pressione di vendita dovesse intensificarsi e spingere la coppia al di sotto di questa zona di supporto di confluenza, ulteriori ribassi potrebbero portare al minimo degli ultimi 14 mesi a 169,72.
Sul lato rialzista, la resistenza principale coincide con la media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni a 180,01. Un superamento di questa media di prezzo a medio termine innescherebbe un’inversione rialzista; il cambio EUR/JPY potrebbe così avvicinarsi al limite superiore del canale discendente, vicino a 183,60, seguito dal massimo storico di 187,95 registrato il 17 aprile.
Gli analisti di MUFG evidenziano un ulteriore orientamento restrittivo da parte della BoJ, sottolineando che in Giappone Junko Koeda, membro del Consiglio della Banca del Giappone, ha «rafforzato le ragioni a favore di un’ulteriore stretta monetaria», lanciando quello che descrivono come «un monito più esplicito contro un’eccessiva cautela rispetto al suo precedente intervento». A loro avviso, le sue ultime dichiarazioni sottolineano la crescente disponibilità della banca centrale a proseguire la normalizzazione della politica monetaria.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Per saperne di più.)
Domande frequenti sull’euro
Che cos’è l’euro?
L’euro è la valuta dei 20 paesi dell’Unione Europea che fanno parte dell’Eurozona. È la seconda valuta più scambiata al mondo dopo il dollaro statunitense. Nel 2022 ha rappresentato il 31% di tutte le transazioni in valuta estera, con un volume medio giornaliero di oltre 2.200 miliardi di dollari al giorno. La coppia EUR/USD è la più scambiata al mondo, con una quota pari a circa il 30% di tutte le transazioni; seguono EUR/JPY (4%), EUR/GBP (3%) ed EUR/AUD (2%).
Che cos’è la BCE e in che modo influisce sull’euro?
La Banca centrale europea (BCE) con sede a Francoforte, in Germania, è la banca centrale dell’Eurozona. La BCE fissa i tassi di interesse e gestisce la politica monetaria. Il mandato principale della BCE è mantenere la stabilità dei prezzi; ciò significa controllare l’inflazione o stimolare la crescita. Lo strumento principale è l’aumento o la riduzione dei tassi di interesse. Tassi di interesse relativamente elevati – o l’aspettativa di tassi più alti – di solito favoriscono l’euro e viceversa. Il Consiglio direttivo della BCE adotta le decisioni di politica monetaria nel corso di otto riunioni all’anno. Le decisioni sono deliberate dai governatori delle Banche centrali nazionali dell’Eurozona e da sei membri permanenti, tra cui la presidente della BCE Christine Lagarde.
In che modo i dati sull’inflazione influenzano il valore dell’euro?
I dati sull’inflazione dell’Eurozona, misurati dall’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC), costituiscono un importante indicatore econometrico per l’euro. Se l’inflazione aumenta più del previsto, specialmente se supera l’obiettivo del 2% fissato dalla BCE, questa è obbligata ad aumentare i tassi di interesse per riportarla sotto controllo. Tassi di interesse relativamente elevati rispetto a quelli delle altre valute favoriscono solitamente l’euro, poiché rendono la regione più attraente come destinazione in cui gli investitori globali possono investire il proprio denaro.
In che modo i dati economici influenzano il valore dell’euro?
I dati pubblicati misurano lo stato di salute dell’economia e possono influire sull’euro. Indicatori quali il PIL, i PMI del settore manifatturiero e dei servizi, l’occupazione e le indagini sul clima di fiducia dei consumatori possono tutti influenzare l’andamento della moneta unica. Un’economia forte è positiva per l’euro. Non solo attira maggiori investimenti esteri; può anche incoraggiare la BCE ad aumentare i tassi di interesse, il che rafforzerà direttamente l’euro. Al contrario, se i dati economici sono deboli, l’euro rischia di indebolirsi. I dati economici delle quattro maggiori economie dell’area dell’euro (Germania, Francia, Italia e Spagna) rivestono particolare importanza, poiché rappresentano il 75% dell’economia dell’Eurozona.
In che modo la bilancia commerciale influisce sull’euro?
Un altro dato significativo per l’euro è la bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra quanto un paese guadagna dalle esportazioni e quanto spende per le importazioni in un determinato periodo. Se un paese produce beni di esportazione molto richiesti, la sua valuta si apprezzerà semplicemente grazie alla domanda aggiuntiva generata dagli acquirenti stranieri che cercano di acquistare tali beni. Pertanto, una bilancia commerciale netta positiva rafforza una valuta e viceversa in caso di saldo negativo.